Musi fa pace con i profughi, domenica a pranzo con prefetto e sindaco

LUSEVERA. «Teniamo lontano chi vuole speculare, la comunità di Musi è una comunità serena»: è una delle considerazioni che il prefetto Vittorio Zappalorto ha espresso, al pranzo organizzato per far conoscere alla gente di Musi gli otto richiedenti asilo temporaneamente ospitati in paese.
Il prefetto è entrato nella sede Ana di Musi, che il sodalizio ha concesso per il pranzo, e ha subito iniziato con un caloroso «Welcome» un dialogo con la gente del paese e i migranti. Il portavoce dei richiedenti asilo ha lodato Musi, la sua aria, il bel paesaggio, ha espresso solo i timori dei migranti legati alla difficoltà di seguire, da qui, l’iter delle loro pratiche a Udine.
Il pranzo è stato organizzato dal Comune, dall’associazione degli ex emigranti e dal comitato “Festa per un amico”. A sedersi a tavola coi migranti sono state una ventina di persone: oltre agli organizzatori, due dei residenti, ma anche diversi tra coloro che sono originari o possiedono una seconda casa a Musi.
«Spero che quest’incontro – ha rimarcato il sindaco Guido Marchiol – sarà definitivo e pacificatore e che questa riunione di due culture diverse ci faccia riflettere e porti a ognuno qualcosa di positivo».
Un rappresentante della cooperativa “Il Mosaico” ha spiegato come la presenza dei migranti a Musi sia solo temporanea e dovuta a un problema burocratico sorto a fine 2015. Sui richiedenti asilo di Musi ha rimarcato: «Sono persone che vengono da situazioni complicate e vogliono rifarsi una vita. Sono contenti di essere in questi posti che hanno un’affinità con le loro terre».
«Sono contento di essere qui – ha detto il prefetto –. Dispiace la speculazione fatta su questo che non è un caso. Si è voluto speculare per aizzare gli animi contro l’immigrazione. Non c’è stata una levata di scudi né da parte dell’amministrazione comunale, né degli abitanti, ma c’è chi ha l’interesse a soffiare sul fuoco. Non vengono qui per delinquere, ma vengono da situazioni che noi nemmeno immaginiamo».

Sicuramente per i migranti i sapori delle nostre pietanze non erano “facili”, ma per la prima volta hanno potuto assaggiare il frico friulano e hanno apprezzato l'iniziativa: «So nice, bene», hanno detto. Il dolce, una focaccia, è stato offerto da “Il Mosaico”: grazie a un accordo di filiera, la farina viene da coltivazioni su beni comuni del Comune di Muzzana del Turgnano e viene prodotta con il contributo del lavoro di soggetti svantaggiati seguiti dalla cooperativa.
Soddisfazione degli organizzatori al termine della giornata: «Mi è piaciuta la disponibilità del prefetto, la sua vicinanza», ha commentato il presidente degli ex emigranti, Dante Del Medico.
Zappalorto ha infine lanciato alcune nuove idee alla cooperativa “Il Mosaico”, come quella di una cena cucinata questa volta dai migranti – alla quale, ha anticipato, parteciperebbe volentieri –, ma anche di piccoli aiuti che i migranti possano dare ai privati.
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