Rivignano Teor a caccia di idee per poter rilanciare villa Ottelio

RIVIGNANO TEOR. Un bando di idee «per disegnare in forma comunitaria il futuro di villa Savorgnan Ottelio». È questa la proposta dell’amministrazione Anzil dopo la riflessione avviata dalla compagnia...
Di Viviana Zamarian
Ariis: Villa Wrusperg, Savorgnan, Ottelio
Ariis: Villa Wrusperg, Savorgnan, Ottelio

RIVIGNANO TEOR. Un bando di idee «per disegnare in forma comunitaria il futuro di villa Savorgnan Ottelio». È questa la proposta dell’amministrazione Anzil dopo la riflessione avviata dalla compagnia dello Stella, gruppo di persone in prima linea per la valorizzazione del territorio.

Compagnia che prosegue il suo impegno «per una riflessione il più possibile ampia e approfondita sul futuro della villa: una ricchezza culturale che deve tornare a essere il vivo cuore pulsante di un progetto che sappia coinvolgere e valorizzare tutto il territorio dell’ambito dello Stella».

Una riflessione «che deve nutrirsi – come si legge in una lettera inviata agli amministratori regionali, provinciali e comunali – dello scambio e del confronto di idee negli spazi di dibattito pubblico, così da riaccendere negli occhi delle popolazioni che abitano questi territori la scintilla di un nuovo incanto».

La compagnia dello Stella è dunque pronta a condividere le proprie proposte. «Aspetto nodale della progettazione che immaginiamo – prosegue – è la villa come stratificazione della storia e delle storie di questo territorio. Il castello di Ariis (documenti storici ci informano dell'esistenza di una struttura castellana ad Ariis già nel 1266) divenne di proprietà dei Savorgnan nel 1339. Persa la sua funzione strategica dopo la fondazione di Palma, il castello fu smantellato e trasformato in villa già entro la fine del XVIII secolo, passando infine alla famiglia Ottelio all’inizio dell’800. Sull’alveo del fiume Stella non esiste un altro sito paragonabile al complesso castellano di Ariis, con la medesima concentrazione di luoghi significanti e simbolici».

Per far rivivere culturalmente questa realtà, si impone dunque «un uso intrecciato fra passato e futuro con le capacità creative della contemporaneità: un’azione priva di nostalgie, ma con un forte senso della memoria».

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