Salvini: giusto il falò anti jihadista, chi lo contesta è complice dell’Is

Il leader leghista: il Friuli è una terra solida, a Pradamano non devono temere, non succederà niente. Anche Novelli (Forza Italia) sostiene la libertà di espressione. Grim (Pd): meglio scherzare su altro

PRADAMANO. «La libertà esiste solo per alcuni. Qualcuno sui nostri valori può scherzare, sul cattolicesimo, sulla Bibbia e sulla Chiesa, anche giustamente, mentre c’è qualcun altro intoccabile. Allah, il Corano e persino il fantoccio di un terrorista non si possono toccare. In tutta questa faccenda la cosa grave è la resa e l’autocensura, ma noi abbiamo gli anticorpi per reagire e dobbiamo farlo».

È un fiume in piena il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che interviene nella vicenda del fantoccio del terrorista dell’Is bruciato il 6 gennaio su un pignarûl realizzato a Pradamano.

Un fatto che ha diviso la comunità friulana, tra coloro che appoggiano pienamente il gesto e chi invece prende le distanze, sostenendo che tale iniziativa non ha nulla a che fare con le tradizioni locali, oltre a essere inopportuna.

«Chi sostiene che questo gesto non era da fare è complice perché di paura si muore» attacca il leader del Carroccio che aggiunge: «Questo appena passato è il Natale più incredibile dei miei 42 anni: mi chiamavano ovunque, in moltissime scuole dove non si potevano esporre i presepi, fare iniziative natalizie con identità religiose cattoliche. Non dobbiamo dimenticare le nostre radici, le nostre culture, le nostre tradizioni». E ancora, «bruciare, come in questo caso, un fantoccio per cancellare le paure, fa solo bene».

Jihadista al rogo, scoppia il caso e ora Pradamano ha paura

Salvini si rivolge poi agli autori dell’iniziativa: «Non bisogna avere paura per atti come questo, bisogna averne se si commettono reati, se si ruba, se si uccide, se si fa qualcosa di male. Ma non per aver espresso un pensiero legittimo». Secondo Salvini chi ha realizzato il falò «non corre alcun rischio, questo perché fortunatamente le comunità al di fuori della città sono ancora più sane, mentre città come Milano e Roma disgregano le relazioni. Il Friuli, al contrario, ha ancora un tessuto solido, identitario e sano e questo rende forti e solidali le stesse comunità e le persone che ci vivono».

Dalla Lega a Forza Italia, il concetto di fondo non cambia. A parlare è il consigliere regionale Roberto Novelli: «Ci stiamo trasformando in una società dove la paura di essere vittime di folli assassini mascherati da un credo religioso che non appartiene alla nostra civiltà ci condiziona nella nostra libertà di espressione verbale e simbolica» sostiene Novelli. E ancora, continua, «nelle tradizioni magico-religiose dei popoli occidentali antichi ricorre il valore propiziatorio del fuoco e i roghi sono ritualmente utilizzati per difendere dal male e dalle malattie, attribuendogli un alto valore simbolico. Bruciare quindi un fantoccio rappresentante un guerriero dell’Is, emblema del buio, della sofferenza e del sangue versato da innocenti non può essere confuso con un attacco agli islamici “sani” ospiti integrati della nostra regione, ma diventa un atto propiziatorio contro il male».

Secondo Novelli, «non passa giorno che quella parte malata dell’Islam violenta e assassina ci ricordi che Stato e religione sono un unicum, che la laicità e i diritti universali dell’uomo, tanto faticosamente conquistati in occidente, devono essere polverizzati in nome di un credo che annichilisce le coscienze e assassina le persone.

Chi ancora crede che non si debba reagire perlomeno con la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero in modo verbale o simbolico e con una difesa assoluta e totale dei valori, delle leggi, della cultura e della storia dell’occidente si sbaglia. A partire dagli amministratori locali che frettolosamente hanno preso le distanze da un gesto che inserito all’interno di una rappresentazione simbolica che affonda le radici nella nostra storia ha voluto rappresentare uno stato d’animo diffuso di paura e insicurezza verso quel mondo, esorcizzandolo».

Di segno contrario, infine, è l'intervento della segretaria regionale del Pd, Antonella Grim che prende le distanze dall’iniziativa: «Ovunque c’è uno stato di allarme, di agitazione e di preoccupazione per quanto è accaduto e sta accadendo e questo deve farci riflettere e considerare che su questi fatti è meglio evitare atteggiamenti del genere e scherzare magari su altre cose proprio per evitare di alimentare tensioni e paure. Lo sforzo comune dev’essere quello di trovare risposte ai problemi e non di complicare ulteriormente la situazione». (r.cr.)

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto