Martinis si dimette da Carniacque

Il delegato di Tolmezzo esce dal cda: «Il presidente pensa troppo alla politica»
Di Tanja Ariis

TOLMEZZO. Si è dimesso Paolo Martinis, uno dei tre componenti del cda di Carniacque. La notizia è trapelata ieri in città e ha destato non poco stupore. Nella lettera di dimissioni indirizzata al consiglio di amministrazione della società, al collegio sindacale e, per conoscenza, ai dipendenti e ai soci della stessa Martinis spiega in sostanza di non condividere l’operato del presidente di Carniacque, Fabrizio Luches, al quale rimprovera di andare avanti in maniera autonoma, prestando più attenzione agli aspetti politici piuttosto che al delicato processo di fusione in atto con il Cafc.

Martinis, già dipendente tecnico della società, era stato proposto, al momento della scelta dei membri del cda di Carniacque, dall’amministrazione comunale tolmezzina. Nel giugno 2014 erano stati eletti lui, in rappresentanza appunto di Tolmezzo, Fabrizio Luches, indicato dalla Comunità montana della Carnia, Gianpaolo Anselmi dal Comune di Tarvisio, mentre Amga, allora socio di maggioranza relativa (oggi non è più in Carniacque), aveva indicato Daniele Romanello.

Il sindaco Francesco Brollo, interpellato ieri in merito,ha preferito per ora non commentare la notizia delle dimissioni di Martinis in attesa di un approfondimento. Non commenta neppure Martinis, che definisce la vicenda «interna all’azienda». Abbiamo allora provato a contattare il presidente Luches, il quale si è limitato a confermare la notizia delle dimissioni, spiegando che attende ora dalla parte politica di riferimento un nome per procedere a integrare il numero dei componenti del cda in base alle indicazioni dei soci. Questi ultimi saranno informati dall’azienda nei termini di legge. Luches conclude la conversazione, dicendosi sorpreso: nelle sedute del cda del 18 e 30 dicembrei Martinis non aveva fatto alcun cenno all'imminente decisione.

Torniamo allora alla missiva, inj cui Martinis parla di «dimissioni irrevocabili e con effetto immediato». I soci - argomenta - gli avevano conferito l’incarico di amministratore per il contributo soprattutto tecnico che poteva dare a Carniacque. Martinis rimprovera a Luches di concentrarsi su relazioni e attività inerenti l'ambito politico del settore e di trascurare i rapporti con la Consulta d’ambito e con il futuro gestore unico, che in questa fase richiederebbero massima attenzione e attività. Martinis sostiene che negli ultimi mesi il cda si è dovuto limitare solo a prendere atto di decisioni assunte in autonomia dal presidente e accenna a ritardi legati anche alla mancata interlocuzione con Cafc e Cato.

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