I progetti: il baricentro può diventare l’ex caserma Ederle
PALMANOVA. Creazione di un nuovo baricentro cittadino all’interno dell’ex caserma Ederle, ripensamento della strada delle milizie, superamento della rigida divisione tra interno ed esterno: sono alcune delle suggestioni progettuali proposte da futuri architetti all’interno del laboratorio collegato al convegno nazionale. Il workshop stanziale, della durata di cinque giorni, ha infatti visto 27 laureandi o neolaureati in architettura, provenienti da cinque atenei italiani ed esteri, lavorare sulla “Palmanova del futuro”.
«Il laboratorio dà un senso a questo convegno – ha commentato il sindaco Francesco Martines – poiché analizza il presente per dare un senso al futuro». Martines ha ricordato le scelte compiute dall’amministrazione volte alla riqualificazione della città: la pedonalizzazione di piazza Grande, il cambiamento della viabilità con l’istituzione di zone 30, la pulizia dei bastioni, l’eliminazione del previsto centro commerciale fuori porta, l’approvazione di varianti urbanistiche, il forte impegno per il riconoscimento Unesco. Su questo filone e in questo contesto hanno lavorato gli studenti, portando una serie di spunti all’attenzione dei convegnisti e degli amministratori, pur precisando che i pochi giorni a disposizione non hanno consentito i necessari approfondimenti. Gli studenti hanno evidenziato la difficoltà di leggere la città da basso e il senso di straniamento labirintico offerto dalla passeggiata tra il reticolo di vie. Ecco allora progetti che parlano di dare alla città un nuovo baricentro, creando un altro “vuoto” che contrasti e dialoghi con quello di piazza Grande. L’area dell’ex caserma Ederle viene quindi svuotata e restituita alla città come spazio da vivere e dove ospitare eventi e attività. E poi progetti che, pur mantenendo la separazione tra interno ed esterno, li mettono in collegamento tra loro; si creano così passaggi pedonali attraverso le mura o si propongono torri e passerelle per valicare le fortificazioni e leggerne la possanza. E ancora: soluzioni che, nell’area dell’ex Ederle, propongono visioni dall’alto attraverso costruzioni elevate o attraverso la pratica di attività dall’alto (paracadutismo, volo con le mongolfiere eccetera). Grande attenzione poi alla presenza pedonale con una viabilità rivisitata e un secondo anello viario che diventa parco pedonale con tanto di acqua e alberi. Oppure una strada delle milizie ripensata come un diaframma pedonale tra la città e le fortificazioni.
C’è chi infine ha giocato con le geometrie di Palmanova, divertendosi a realizzare una città- caleidoscopio attraverso l’esasperazione delle geometrie stesse e la specularità delle immagini.(m.d.m.)
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