Il caso elettrodotto, contromossa del Comitato: esposto contro la Regione

UDINE. L’annuncio di un esposto alla Procura della repubblica di Udine contro la Regione Friuli Venezia Giulia. Una diffida a Terna perché sospenda immediatamente i lavori a meno che non si tratti della messa in sicurezza dei cantieri.
Un lungo documento destinato all’attenzione dei Ministeri competenti e della Regione per ricostruire tutto l’iter della vicenda dell’elettrodotto Redipuglia-Udine.
E, infine, un appello all’Autority dell’energia perché non metta in bolletta alcun costo dei lavori fin qui sostenuti da Terna.
È la contromossa del Comitato per la Vita del Friuli rurale, dei sette sindaci contrari all’elettrodotto, del legale, Matteo Ceruti, e dell’architetto Pirzio Biroli che ieri - assieme al M5s - hanno dato vita a una conferenza stampa.
E proprio dal portavoce dei pentastellati in consiglio regionale, Cristian Sergo, è arrivato l’affondo contro i reiterati allarmi suoi presunti black out denunciati da terna.
«L’allarme “black out” è ridicolo. Sono gli stessi dati presentati dalla Regione solo pochi mesi fa a smentire questa ipotesi. Siamo in presenza invece - sono state le sue parole - di un calo evidente dei consumi energetici, causato dalla crisi industriale, da una parte, e dall’efficientamento energetico dall'altra. Basti pensare che negli ultimi anni in Regione c’è stato “un calo del 4,3 per cento (da 10.030,4 GWh a 9.603,1 GWh)” e che i consumi industriali hanno subito un crollo del 14,1% dal 2007 a oggi. E la cosa non cambierà nel futuro.
Analizzando infatti il trend di lungo periodo si scopre che ci sarà una progressiva riduzione della quota di consumi industriali».
Sergo ha anche annunciato che «Combatteremo con tutte le nostre forze contro chi oggi va sostenendo che ormai l’opera vada completata, costi quel che costi, mitigando l’impatto che l’elettrodotto sta già avendo sull'ambiente e sul territorio. A queste persone ricordiamo che il Consiglio di Stato ha ribadito, chiaramente, che il “paesaggio non è in vendita”. O forse pensano di avvolgere i fili e i pali dell’elettrodotto alti 65 metri con l'edera e altre piante arrampicanti»?
Circa la sentenza del Consiglio, l’avvocato Ceruti ha parlato di «vittoria dello Stato di diritto», che pone fine agli attacchi scomposti che hanno alla base soltanto una profonda ignoranza su quanto è avvenuto sulla decisione del Consiglio di Stato che ha ampiamente motivato la sentenza.
«Tra l’altro - ha sottolineato - che visto che i parerei della soprintendenza hanno parlato di deturpamento del territorio, giova ricordare che si tratta di un reato come bene ci ricorda la Costituzione».
Ceruti ha poi ricordato che eventuali lavori per la messa in sicurezza dei cantieri «dovranno, ovviamente, essere debitamente autorizzati e concordati con i proprietari delle aree private, oltre che contenuti nello stretto necessario, senza dunque protrarre oltre l’esecuzione delle opere.
Chiediamo anche - ha aggiunto - di essere notiziati dei procedimenti che saranno avviati per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato con l’invio di copia dei relativi atti con la precisazione di quali siano i lavori assunti».
Infine, il legale ha precisato che l’annuncio fatto da Aldevis Tibaldi in nome e per conto del Comitato per la vita del Friuli rurale di un esposto in procura contro la Regione Fvg riguarda alcuni dati ritenuti erronei forniti dalla regione stessa sui quali si chiede la verifica se siano veri o falsi».
E sempre ieri dalla conferenza stampa si è levato un coro unanime affinchè l’Autority per l’energia vigili sul fatto che il costo dei lavori non vengano scaricati sulle bollette dei cittadini. «Quei costi - ha sottolineato Tibaldi - li paghino i cinesi o gli altri partner di Terna.
Duro anche il giudizio su Terna che - stando ai partecipanti alla conferenza stampa - avrebbe accelerato i lavori proprio dal 21 aprile, giorno della sentenza del Consiglio di Stato. Per Tibaldi si tratta di «un vero colpo di mano».
Ma Tibaldi se l’è presa con il tam tam susseguitosi in questi ultimi mesi in particolare con «dichiarazioni ricattatorie» come ad esempio quelle su presunti black out che potrebbero verificarsi in caso di stop all’opera, «ma non si dice che la centrale Edison lavora al 20-30% del potenziale e di «ricatti sul fronte occupazionale». «Hanno parlato di 150 posti di friulani a rischio - ha aggiunto -; do la massima solidarietà ai lavoratori, ma voglio ricordare che questi sono quasi tutti sudamericani che rischiano la loro vita per un tozzo di pane».
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