Anche in Friuli un campo profughi per soli italiani, ma il Pd attacca: "Una buffonata"

PAVIA DI UDINE. Senza lavoro e senza una casa. È la storia di tre friulani che da ieri sono accampati nel “campo profughi per soli italiani”. Siamo lungo la strada regionale 352 che da Udine porta a Grado.
Qui alcune tende, allestite dai gruppi di Pronto soccorso sociale e Solidarietà nazionale, ospiteranno chi versa in situazioni di difficoltà. Una sorta di provocazione e denuncia del degrado in cui vivono molti cittadini italiani.
Loris, Giorgio e Franco sono i primi ad aver preso vitto e alloggio in questa tendopoli alle porte del capoluogo. Loris Bez e Giorgio Cabai dal 2009 condividono la povertà sotto un unico tetto: una baracca vicino allo stadio Friuli.
«Facevo il cameriere – racconta Loris, che ha 45 anni – e da un giorno all’altro mi sono trovato senza occupazione. Ho perso la casa e da allora ho vagato per la città. D’inverno ho cercato riparo anche nei bagni di un centro commerciale, mentre andavo all’ospedale di Udine per lavarmi. Ho dormito anche in un parco comunale una notte con 25 centimetri di neve.
Lavoro purtroppo non c’è. Durante il giorno vado al parco del Cormôr e a pranzo alla mensa degli ex frati cappuccini. Ma qui la gente è aumentata nell’ultimo periodo per l’arrivo dei profughi stranieri e quello che ci danno da mangiare non mi basta per la sera.
Ci dicono che purtroppo non c’è cibo per tutti. Per Udine – continua – sono un “cittadino fantasma”. Non esisto. Non ho una carta d’identità perché non posso pagarmela e quindi non posso accedere ai vari servizi».
Giorgio Cabai le ha provate tutte nella vita, prima come carrozziere poi come autista per le Poste Italiane. Ma la fortuna non lo ha aiutato. «Ho dormito dentro un furgone d’inverno – dice –. Avevo quasi le stalattiti dal freddo. Poi me lo hanno confiscato. Ho conosciuto cinque anni fa Loris e da allora cerchiamo di arrangiarci come possiamo».
Franco Del Frate di anni, invece, ne ha sessanta e vive a Gorizia. Barba lunga e viso segnato dal tempo e dalla sofferenza. Una vita da uomo di strada la sua.
«Fortunatamente ricevo qualche aiuto da un supermercato. Mi sposto di panchina in panchina. Un posto vale l’altro. L’importante è mangiare. Purtroppo – denuncia – la politica ci ha messo da parte. Regole non esistono. Il senzatetto italiano non è contemplato dal vocabolario».
Chi, infine, rischia di trovarsi senza una casa da un giorno all’altro è Andrea Demori, 44 anni. È disoccupato e vive in un alloggio Ater. «Non riesco a pagare l’affitto e mi hanno tagliato la luce. Purtroppo noi italiani ci sentiamo poco tutelati. Mi sono sentito dire che devo pagare la bolletta per riavere l’elettricità. Ma come faccio se non ho un lavoro e tanto meno i soldi?»
Secondo Pronto soccorso sociale e Solidarietà nazionale sono numerosi i friulani che vivono quotidianamente questo genere di situazioni di degrado . E proprio in occasione dell’allestimento della tendopoli è iniziata una raccolta di firme per chiedere al prefetto alloggi da destinare a chi una casa non ce l’ha più.
Sul tema del campo profughi per soli italiani ribatte il sindaco di Udine, Furio Honsell. «È una violenta speculazione e strumentalizzazione da parte dei partiti di destra – dice il primo cittadino del capoluogo friulano – su un reale problema che in pochi vogliono affrontare.
Da mesi ho chiesto di nominare un commissario per risolvere il problema, ma sono stato zittito da ministero e Regione. Mi è stato detto che il commissario è il prefetto. C’è, in verità, un vuoto amministrativo nei primi quindici giorni, dal momento in cui vengono intercettati i richiedenti asilo a quando entrano a far parte dei progetti di inclusione. Per questo assistiamo a questa situazione».
«Gli italiani hanno i loro diritti – aggiunge Honsell – mentre i profughi non hanno una patria e un passaporto. E la costituzione ci impone l’accoglienza». Sulla stessa linea anche il segretario provinciale del Partito democratico, Massimiliano Pozzo.
«Questa iniziativa è una buffonata che non aiuta il clima d’integrazione. È una strumentalizzazione che rischia di esasperare gli animi. Il campo profughi per soli italiani non porta a niente, se non a un clima negativo».
«Bisognerebbe togliere ogni dubbio che gli italiani godono di meno diritti degli immigrati – questa è la posizione del consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli –. In un articolo della nuova norma regionale sull’immigrazione si dice che gli stranieri potranno accedere ad alloggi sociali, collettivi e privati finalizzati a una sistemazione dignitosa.
E allora mi chiedo: perché non facciamo una norma ad hoc anche per le emergenze abitative degli italiani?»
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