Terremoto in Nepal, è corsa alla solidarietà: friulani già al lavoro

L’associazione Mandi namasté ha avviato una raccolta fondi. «Le nostre scuole hanno resistito ma la situazione è critica»

UDINE. «Le nostre cinque scuole hanno retto e tra una settimana contiamo di riprendere le lezioni, ma interi villaggi sono crollati e la situazione è critica anche perché i nepalesi dovranno fare tutto da soli o quasi: di certo non potranno contare sulla Protezione civile e gli aiuti del Governo sono quelli che sono».

Ecco la fotografia del dopo sisma scattata dall’associazione “Friuli mandi Nepal namasté” di Malborghetto, una Onlus che dal 2005 raccoglie fondi per realizzare scuole e migliorare la condizioni di vita di centinaia di bambini e ragazzi che altrimenti non ne avrebbero al possibilità.

Dopo la terribile scossa del 25 aprile (le vittime accertate sono salite a 7.904 secondo una nota diffusa proprio ieri dal ministero dell’Interno nepalese), l’associazione si è immediatamente attivata per sostenere in qualche modo la popolazione locale. «Attraverso i responsabili delle scuole stiamo monitorando la situazione nei distretti dove già siamo operativi - spiega Massimo Rossetto, tecnico della Snam di 58 anni residente a Malborghetto che nel 2005, dopo un viaggio in Nepal di qualche anno prima, ha creato la Onlus - in modo da individuare le priorità di intervento.

Per il momento stiamo aiutando il nostro principale referente, Pralhad Bastola a rimettere in piedi la sua abitazione in modo che poi possa spostarsi nelle altre zone per coordinare l’attività. Lui abita in collina, sulla strada che porta a Nagarkot, una località turistica dove non si sono verificati danni. Il fatto che la scossa sia avvenuta di sabato ha consentito a migliaia di persone che si erano spostate lì per il fine settimana di salvarsi. In altre zone la situazione è drammatica». Il distretto che ha registrato più morti è Sindhupalchwok (3.057), seguita da Kathmandu (1.215).

«La ricostruzione è già iniziata, ma dobbiamo tenere ben presente che lì sono quasi tutti contadini - continua Rossetto - se in Friuli nel 1976 si è pensato prima di tutto alla fabbriche là, i primi ricoveri di fortuna sono destinati agli animali che sono indispensabili per la sopravvivenza di ogni giorno perché garantiscono il latte quotidiano. L’altra priorità è il riso.

Adesso è il periodo della semina e chi non semina oggi domani non avrà di che sfamarsi. Per questo sono tutti al lavoro per recuperare dalle macerie i sacchi che avevano messo da parte con le sementi. Adesso la ricostruzione delle case non ha la priorità anche perché non c’è il problema del freddo, ma tra qualche mese sarà importante restituire un alloggio a chi l’ha perso.

L’abitazione che stiamo contribuendo a realizzare per il nostro referente ci servirà anche per capire i costi e i tempi. Io partirò per una settimana non appena la situazione me lo consentirà e potrò essere utile, poi il 26 ottobre faremo il solito giro con i nostri volontari e cercheremo di sfruttare al meglio le donazioni che stiamo raccogliendo».

Le coordinate bancarie per aiutare la popolazione sono CrediFriuli C/C EUR IBAN IT28K0708564290029210007592 Bic Swift CCRTIT2TK00; CiviBank C/C EUR IBAN IT87A0548464290019570000135 Bic Swift CIVIIT2CXXX; e il conto corrente postale 86120466 intestato a Friuli Mandi Nepal Namastè. La causale terremoto Nepal.

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