Tre nuovi itinerari storici sui luoghi della Grande guerra

UDINE. Dalla “zona di mezzo” delle valli del Natisone, che presenta ancora le ferite degli scontri successivi alla ritirata di Caporetto, ai centri abitati del Basso Friuli e ai monumenti della città patriarcale, passando per le retrovie del Palmarino, dove, ancora oggi, spazi ed edifici testimoniano la posizione strategica che l’area ricoprì durante il primo conflitto mondiale. Tre proposte di sentieri, per un totale di 250 chilometri, unite in un unico “anello di pace” attraverso la conoscenza, l’approfondimento storico, la memoria e il ricordo. Un percorso (transnazionale) turistico, ma anche culturale e paesaggistico, dunque, che si snoda tra Italia e Slovenia per scoprire e valorizzare le terre di confine che furono teatro della Grande Guerra.
Si chiama “Pot Miru - Via di Pace” il progetto transfrontaliero – capofila è la Provincia di Gorizia ma coinvolge anche le amministrazioni provinciali di Udine e Trieste – e ieri, a palazzo Belgrado, sono stati presentati i tre itinerari storici che toccheranno diversi comuni dell’Udinese.
Tre sentieri diversi nei luoghi – Aquileia e Cervignano il primo, Strassoldo, Aiello, Palmanova, Santa Maria la Longa il secondo, e Sdricca di Manzano, Dolegnano, Purgessimo, Stretta San Quirino il terzo, interessando anche Fiumicello, Terzo d’Aquileia, Pavia di Udine, Buttrio, Pradamano, Remanzacco, Cividale del Friuli – ma accomunati da alcuni filoni tematici: guerra combattuta, retrovie, memoria e lutto.
E proprio seguendo questi quattro temi d’indagine la Provincia di Udine ha realizzato, oltre alla sentieristica – georeferenziata raccolta anche in una pagina dedicata del sito internet www.potmiruviadipace.org – e una serie di approfondimenti, contenuti nelle brochure informative, nella cartina geografica e disponibili sul sito web.
«Prosegue l’operazione di approfondimento storiografico della Provincia sul Primo conflitto mondiale con attenzione al fatto che – ha osservato l’assessore provinciale alla Cultura Francesca Musto – il nostro territorio nel 1914 era diviso: ben 13 comuni, infatti, appartenevano all’impero austroungarico e, in quel periodo, un confine divenne un fronte. Ora quei territori sono uniti in un unico percorso di memoria e pace».
Un progetto pensato per le famiglie, ma soprattutto per i giovani, ha rimarcato l'assessore, che non avendo più la possibilità di confrontarsi con le testimonianze dirette di chi quella guerra fratricida la visse in prima linea possano conoscere, scoprire, quei luoghi e affinare una sensibilità per recuperare ricordi che non vanno perduti. Insomma, un percorso geografico, storico ed emotivo che offre molteplici possibilità.
E considerato che il lavoro guarda con favore ai più giovani, oltre al materiale informativo cartaceo, tra brochure e cartine geografiche per rendere più fruibile la gita, il turista potrà valutare le tre alternative e scegliere l’escursione direttamente dal proprio tablet o smartphone, accedendo ai contenuti che riguardano i numerosi siti presenti nei percorsi, ognuno dei quali è accompagnato da un breve approfondimento storico.
Tutti spazi (caserme, ospedali da campo, cimiteri e altri siti) che riportano segni indelebili del ruolo ricoperto durante il conflitto e rappresentano testimonianze tangibili delle funzioni che le retrovie e gli insediamenti civili ebbero nelle dinamiche di guerra. Sempre ieri, è stata inaugurata l’esposizione allestita nell’atrio del palazzo provinciale, composta da 12 pannelli che “riproducono” i percorsi.
La mostra è aperta al pubblico fino all’8 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.
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