Escursionista udinese di 37 anni muore sul Montasio

CHIUSAFORTE. Un escursionista, Federico Vidoni, 37 anni, originario di Tarcento, ma residente a Udine in via Cividale, è morto colpito da infarto, poco dopo le 9, mentre con un amico, Emanuele Cruder, 37 anni di Tarcento, stava salendo per la via normale che sale pare la parete sud sul Montasio, il massiccio che sovrasta le omonime malghe.
Nulla faceva presagire che in una bella giornata di sole, anche se ventata, potesse riservare una così grave perdita per una famiglia e per il mondo dell'escursionismo. Ma all'improvviso il malore fatale. I due che salivano verso una cima ambita, avevano raggiunto la Forca dei Disteis, a circa 2.200 metri di quota, quando Federico Vidoni s'è accasciato sofferente.
I soccorsi, allertati, da Emanuele Cruder, sono scattati subito. Sull'altipiano del Montasio è arrivato l'elicottero della base di Udine del 118 e le squadre del Soccorso alpino del Cnsas di Cave del Predil e della Guardia di Finanza di Sella Nevea.
Dall'elicottero, che ha operato in hovering, è stata sbarcata, nelle vicinanze di Forca dei Disteis dove erano in attesa i due escursionisti, l'equipe sanitaria e con le successive tornate anche i tecnici del soccorso alpino. Purtroppo, l'infarto era stato violento e il prodigarsi del medico e dei sanitari è risultato vano. Non sono riusciti a rianimare l'uomo, perciò a quel punto non è rimasto altro da fare che provvedere al recupero della salma utilizzando il verricello dello stesso elicottero, che l'ha trasportata alle malghe del Montasio. Da dove, con la motoslitta della Guardia di Finanza, è stata portata a Sella Nevea.
Successivamente, su autorizzazione del magistrato, la salma è stata ricomposta nella casa funebre Benedetto a Tarcento (a Samardenchia abita la madre dello scomparso), in attesa del nulla osta per la sepoltura. Va detto che, purtroppo, questa volta la macchina dei soccorsi non è riuscita, come è accaduto in numerosi altri casi, a salvare la vita di un uomo, ma è importante - ha commentato uno dei soccorritori - che in tutti quanti hanno operato vi è la consapevolezza di avere fatto tutto quanto era loro possibile.
Le operazioni del soccorso sono state completate verso le 11, consentendo a una rappresentanza del Cnsas di Cave del Predil di presenziare, nel capoluogo del Land di Carinzia, ai funerali del capo stazione del Soccorso alpino di Klagenfurt, Martin Hoffmann, morto l'altro giorno cadendo durante l'ascensione di una cascata di ghiaccio a Heiligenblut.
La morte di Hoffmann è indubbiamente un grave lutto per il mondo del soccorso alpino delle regioni contermini, del Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia, entità che da decenni operano in sintonia.
Li hanno raggiunti nel giro di 20 minuti con l’elisoccorso, hanno praticato a lungo il massaggio cardiaco ma è stato tutto inutile.
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