Englaro: “Un ottimo passo, si rispetta la volontà del paziente”

UDINE. È trascorso un anno da quando Beppino Englaro consegnò ai vertici della Regione una petizione firmata da 5 mila 503 cittadini per chiedere di poter registrare, sulla tessera sanitaria, le proprie volontà sul trattamento di fine vita. Tra una settimana quella richiesta diventerà realtà.
Gli aspetti giuridici sono complessi, perché la Regione non può fare una legge sul fine vita, che spetta al Parlamento. Ecco perché l’Assemblea regionale martedì, approvando la norma, non supererà il confine giuridico, ma renderà chiaro e uguale per tutti, in tutta la regione, il modo in cui sulla propria tessera sanitaria sarà possibile esplicitare a quali trattamenti si desidera o no essere sottoposti.
«È un ottimo passo, è quasi scontato da dire», commenta Englaro. Da presidente dell’associazione “Per Eluana”, nata in Friuli, Englaro affidò la petizione ad alcuni esponenti del Consiglio. A farsene carico, su tutti, è stato Stefano Pustetto (Sel), primo firmatario della proposta di legge che passerà in Aula.
«Nessuno deve più trovarsi nella situazione in cui mi sono trovato io nel 1992. È importante – aggiunge Englaro – che ciascuno possa esprimere in modo semplice, chiaro e inequivocabile la propria volontà. In Friuli Venezia Giulia sarà possibile e in termini concreti, anche dopo la nostra sollecitazione come associazione “Per Eluana”.
Avevamo chiesto che la Regione facesse qualcosa e la Regione ci ha ascoltati». Englaro richiama l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, che ha stabilito il diritto di Eluana o del suo tutore decidere di rifiutare o interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiale, perché considerate in tutto e per tutto un “atto medico”.
«Una volta manifestata la propria volontà sulla tessera sanitaria – afferma Englaro –, voglio vedere con quale diritto qualcuno dirà che quella volontà manifestata, qualunque sia, non è valida. È scontato da dire, ma quando c’è un’indicazione di autodeterminazione, in base a cosa qualcuno può stabilire che non vale? Ripeto, nessuno deve ritrovarsi nella situazione in cui mi sono trovato io nel 1992».(a.bu.)
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