Una stazione “a ostacoli” e scatta la denuncia ai Cc

SAN GIORGIO DI NOGARO. L’ascensore per i disabili non funziona, le scale sono fuori norma, i servizi igienici chiusi: scatta allora la denuncia nei confronti delle Ferrovie dello Stato, per i gravi disservizi della stazione di San Giorgio di Nogaro.
A presentare l'esposto ai carabinieri, è stato ieri mattina, in veste di rappresentante del comitato Friuli Rurale, ma anche in qualità di semplice cittadino, Aldevis Tibaldi, stanco dei gravi disagi patiti ancora una volta dai disabili.
Tibaldi, nell’invitare la popolazione alla mobilitazione per la situazione in cui versano le ferrovie regionali, presenta inoltre un esposto alla Corte dei Conti, per la vicenda legata alla mancata entrata in esercizio dei nuovi treni del Friuli Venezia Giulia.
«Un tempo – spiega – la stazione ferroviaria di San Giorgio di Nogaro era molto frequentata. I treni erano puntuali, sebbene affollati, e un personale garbato e diligente presidiava la biglietteria, prodigo di consigli e informazioni. Da lungo tempo ormai la biglietteria è stata dismessa, ma ciò che ha dell’incredibile è che da sei anni a questa parte gli anziani e i disabili hanno smesso di viaggiare. La ragione? É presto detto: nell’ipotetico intento di mettere a norma la stazione hanno realizzato un sotto passo pedonale per raggiungere obbligatoriamente la pensilina lungo la quale transitano i treni nei due sensi di marcia».
«Contemporaneamente hanno realizzato due splendidi ascensori a beneficio dei portatori di handicap e delle persone anziane munite di bagaglio. Ebbene – sottolinea – , gli splendidi ascensori non sono mai entrati in funzione e visto che le due rampe di scale per scendere e risalire sono ripidissime e persino fuori norma, da quel giorno in poi, chi non ha gambe buone, il treno non lo prende più».
Tibaldi ricorda anche che i servizi igienici sono chiusi e bisogna prendere la chiave al bar, che però è chiuso.
«In una regione che non sia delle banane – dice – , tutto ciò sarebbe inammissibile, la gente sarebbe indignata, il sindaco del luogo avrebbe indossato la fascia tricolore, il consigliere regionale avrebbe elevato vibranti proteste e la presidenza regionale non avrebbe esitato a convocare i vertici delle Ferrovie dello Stato. Non qui. Qui la gente ha smesso di credere nel futuro, il sindaco eletto per il terzo mandato non ha più stimoli, al consigliere regionale per farsi rieleggere basta presentarsi a tutti i funerali, la presidenza è troppo indaffarata a concedere interviste e a propagandare la Tav».
Tibaldi, sconsolato conclude: «Dopo anni di ignobili disservizi, nessuno è chiamato a rassegnare le dimissioni: tanto meno la governatrice e l’assessore Santoro».
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