Al Balducci per due notti gli ultimi ventitrè arrivi

Don Di Piazza ha soccorso i richiedenti asilo in stazione e li ha portati a Zugliano. Hanno dormito nella stanza degli incontri e fatto colazione con gli altri 50 ospiti
Udine 3 dicembre 2014 emergenza profughi pakistani in stazione udine Telefoto Copyright Petrussi Foto Turco Massimo
Udine 3 dicembre 2014 emergenza profughi pakistani in stazione udine Telefoto Copyright Petrussi Foto Turco Massimo

UDINE. «In coscienza, non era possibile farli dormire al freddo, in qualche ricovero di fortuna. L’unica soluzione, a quell’ora e senza altri punti di riferimento, era quella di portarli via con me, al centro Balducci. Nulla di straordinario, sia chiaro, ma senz’altro indicativo di quanto poco si sia fatto finora in termini di accoglienza preventiva».

Don Pierluigi Di Piazza lo va ripetendo da tempo. E da quando l’emergenza profughi è tornata ad attanagliare Udine e la sua provincia, la voce del parroco di Zugliano si è fatta più vibrante. Tanto che ieri ha deciso di parlarne anche ai fedeli che si erano riuniti per la messa domenicale.

La cronaca dell’ennesimo “sbarco” in città comincia nella tarda serata di sabato e narra l’odissea di 23 richiedenti asilo, tra afghani e pakistani. Convergono come di consueto verso la stazione ferroviaria, luogo coperto e sicuro, ma valido soltanto come primissima e temporanea sistemazione. Alla chiusura delle porte, alle 23.30, devono sloggiare e trovare un altro tetto. All’addiaccio, nella peggiore delle ipotesi, visto che le strutture attualmente destinate all’accoglienza sono piene e che di spazi supplementari non si ha notizia.

E allora che fare? Ci si affida alle associazioni di volontariato - gli «Ospiti in arrivo» e la Croce rossa, in particolare - in campo da mesi in tutto il Friuli per assistere i profughi. Sono stati proprio alcuni di loro, nella concitazione del momento, a pensare a don Di Piazza e a contattarlo, attorno alle 23. Tempo una manciata di minuti, e il parroco li aveva già raggiunti in viale Europa Unita.

«Seppure in modo molto garbato, la polizia non ha potuto fare altro che invitarli a lasciare la stazione - racconta Di Piazza -. Il che equivaleva a metterli in strada. Non sapendo quale altra soluzione suggerire, ho aperto una stanza della sala “Petris” del centro Balducci e li ho fatti sistemare per la notte. Non c’erano letti, ma avevano le coperte imbottite messe a disposizione dal gruppo di volontari che mi avevano telefonato».

Al risveglio, ieri mattina, i richiedenti asilo hanno trovato ulteriore conforto nella solidarietà dimostrata loro dalla cinquantina di ospiti del Centro di accoglienza di Zugliano. «Sono stati loro a preparare la colazione ai nuovi arrivati - ha riferito don Di Piazza -. Poi il pranzo alla mensa della Caritas, a Udine. E infine, per evitare loro di ritrovarsi nelle stesse difficoltà della sera prima, a fine giornata sono tornati a Zugliano per trascorrere una seconda notte al riparo. Di nuovo nella stanza degli incontri culturali - aggiunge -, la stessa dove da anni predichiamo i valori dell’umanità e dell’accoglienza e dove ora quei princìpi hanno trovato piena realizzazione». Superando con un colpo di carità cristiana i deprecabili “ingorghi” istituzionali del Paese Italia.

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