Lettera con minacce di morte al sindaco

Ivan Buzzi aveva dato la disponibilità del Comune a ospitare i profughi: «Sono scosso, ma non mi faccio intimorire»

PONTEBBA. «Sindaco devi bruciare vivo con tutti i negri che vuoi portare a casa nostra». Comincia così la farneticante lettera anonima di minacce ricevuta dal sindaco di Pontebba, Ivan Buzzi, che, recentemente, aveva dichiarato la disponibilità della cittadina a ospitare una quarantina di profughi in un edificio dello Stato (l’ex sede del veterinario dello scalo) da ristrutturare.

«Il tuo destino è segnato come quello dei negri, degli ebrei e dei culattoni – continua a minacciare l’anonimo, che rincara la dose chiamando in causa l’intera amministrazione -: siete indegni di rappresentarci, voi che volete mescolare la nostra razza con razze inferiori. Voi e i comunisti siete la rovina del nostro Paese». Poi, tornando a prendere di mira il primo cittadino, la missiva che contine una croce celtica si conclude con un’ulteriore minaccia: «Vergogna. Non sei degno di esistere. Ti aspetteremo sotto casa. Viva il Duce».

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Superato un momento di comprensibile sdegno per i toni violenti e razzisti della lettera, il sindaco Ivan Buzzi, ieri pomeriggio, si è recato nella caserma dei carabinieri di Pontebba per informare delle minacce ricevute. «Nei prossimi giorni – ha informato Buzzi - mi riservo di sporgere denuncia contro ignoti». La lettera di minacce ha sorpreso il primo cittadino, anche perchè a Pontebba c’erano stati pareri contrari alla sua decisione di dare la disponibilità alla Prefettura per ospitare profughi richiedenti asilo, ma tutto pareva essere incanalato nell’ambito di un dibattito civile. Invece, visto il contenuto della missiva, la situazione ha preso una piega diversa. «Evidentemente il tema dei profughi – commenta il sindaco - ha toccato toni troppo elevati. Perciò è necessario stemperare il clima e ragionare in maniera seria e costruttiva come richiede un argomento così delicato».

Il sindaco vuole anche far sapere che «non mi faccio intimorire. Ho sempre lavorato in maniera seria e corretta e anche su questa vicenda, prima di decidere, ho informato la giunta, che ha condannato questo vile atto e mi ha espresso solidarietà. È un gesto che mi ha rincuorato, come anche mi dà morale il sostegno che viene dalla mia famiglia e la solidarietà dei miei compaesani».

Comunque, il rammarico del sindaco per l’accaduto è grande. «Mi dispiace – conclude Ivan Buzzi – che qualcuno sia arrivato a tanto, perciò mi auguro che l’autore della lettera non sia un mio concittadino, proprio non lo comprenderei, perchè sono stato e sono sempre disponibile al dialogo nell’affrontare ogni problema».

Giancarlo Martina

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