Quei bilanci salvati dai “giochi” immobiliari

Maxi-plusvalenze dalla cessione dei punti vendita a una società controllata. Così in 2 anni il rosso è stato “solo” di 4 milioni. Ora tutto finisce sotto esame. L'assemblea dei soci e dei lavoratori in teatro / Le foto

UDINE. Le difficoltà che hanno portato Coop Carnica a chiedere il concordato preventivo non appartengono al presente e tantomeno al passato recente. Sono almeno 2 anni che il bilancio chiude in rosso, perdite pesanti che sono state in parte ridotte grazie a una - seppur legittima - operazione di “finanza creativa immobiliare” senza la quale la precarietà dei conti sarebbe stata ancora più pesante.

E’ per questo motivo che la Regione, prima di muoversi, attende la revisione straordinaria dei conti perché dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2013 alla situazione attuale è necessario verificare l’impatto delle operazioni messe in campo negli ultimi due esercizi ed eventualmente “rettificare” le risultanze.

Dalle carte ufficiali - bilanci, relazione del collegio dei sindaci e della società di revisione - emergeva con chiarezza già prima del crollo di Coop Operaie, che con effetto domino si è tradotto in una crisi di liquidità per le Carniche a seguito dei prelievi dal prestito sociale, che senza un’impennata delle vendite il quadro si sarebbe fatto pesante. Impennata difficilmente prospettabile visto che dal 2008 a oggi l’andamento delle vendite è stato piatto e tutti gli indicatori economici, come riportato anche nella relazione del consiglio di amministrazione all’ultima assemblea, attestano che non si vede ancora la luce fuori dal tunnel.

«Qualora la situazione di crisi dovesse proseguire - scrivono i revisori di Crowe Horwath nella relazione allegata al bilancio 2013 - l’attività e le prospettive della società potrebbero essere negativamente condizionate, con un conseguente impatto sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria». Il collegio sindacale - Giancarlo Veritti il presidente e Daniele Delli Zotti e Fosca Petris i sindaci - non si sottrae. Commentando le azioni di contenimento dei costi che il consiglio di amministrazione promette di attuare, il collegio «auspica che tali previsioni si attuino perché solo con l’attuazione di tale budget si potrà garantire l’equilibrio economico-finanziario e la salvaguardia del patrimonio di CoopCa». Come dire, già ad aprile si attestava che la situazione era difficile: la corsa a ritirare i soldi dai libretti del prestito sociale è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Le perdite

Che la gestione non andasse bene era noto da tempo. Nel 2012 CoopCa chiude il bilancio con un rosso di 1,73 milioni; l’anno successivo la perdita sale a 2,13 milioni, in totale quindi quasi 4 milioni di euro su un capitale con riserve di 9 milioni di euro. Le vendite flettono (da 147,6 a 144,9 milioni) e anche la manovra sui costi non dà ossigeno alla società: il costo della produzione nel 2013 ha toccato quota 150,6 milioni e l’azienda, in più, deve fare i conti con pesanti interessi passivi legati ai debiti con le banche, che incidono per più di un milione di euro.

L’operazione immobiliare

La situazione sarebbe stata ancora più pesante se nel 2012 e nel 2013 CoopCa non avesse iscritto a bilancio rispettivamente 4,8 e 3,9 milioni di euro come plusvalenze da alienazioni di immobilizzazione materiali. Nel 2012 CoopCa inizia a vendere i propri immobili strumentali - magazzini e negozi - ma si tratta di una vendita sui generis perché ad acquisire quei beni è Immobilcoopca, società costituita il 25 settembre 2012 per gestire immobili che, dal 1° luglio scorso, ottiene l’incarico anche di effettuare la manutenzione degli stessi. Ma di chi è Immobilcoopca? Appartiene in toto a CoopCa che smobilizza parte del patrimonio, ne ottiene una robusta plusvalenza grazie a una perizia di stima e in questo modo riduce le perdite di bilancio e, al tempo stesso, trasferisce poste consistenti dall’attivo immobilizzato ai crediti mantenendo gli equilibri patrimoniali. Senza quelle plusvalenze le perdite nel biennio sarebbero state di 12,5 milioni.

Crediti e debiti

In bilancio di CoopCa al 31 dicembre appaiono crediti per 16 milioni di euro, in gran parte infruttiferi di interessi per 3 anni in base all’accordo tra CoopCa e Immobilcoopca, ovvero la stessa persona, quale rappresentante legale, visto che presidente della prima dal maggio scorso è Ermano Collinassi e responsabile della seconda nel 2013 lo stesso Collinassi. Detto questo il bilancio 2013 evidenzia debiti per 83 milioni di euro (inclusi i 30 milioni di prestito sociale), mentre l’attivo conta immobilizzazioni per 61,8 milioni (inclusi i 15,8 milioni di crediti verso Immobilcoopca) e un attivo circolante - molto più facilmente trasformabile in liquidità - pari a 39,95 milioni.

Le partecipazioni

Non è solo quella nei confronti di Immobilcoopca la partecipazione sotto osservazione e a segnalarlo sono gli stessi revisori di Crowe Horwath. La lente d’ingrandimento finisce sulla San Liberale srl che detiene le autorizzazioni sui punti vendita di Aviano, Sacile e Brugnera e su Supermercato Conca d’oro di Trieste. Fatturano in un anno 7 milioni di euro complessivamente e il valore delle relative partecipazioni «risultano iscritte a bilancio - scrivono i revisori - a un valore superiore rispetto al patrimonio netto di 3,4 milioni. Gli amministratori non ritengono necessario procedere a una svalutazione delle partecipazioni, anche in presenza di una contrazione dei ricavi dei punti vendita delle partecipate rispetto al momento dell’acquisto, ritenendo che permanga il valore di avviamento insito nelle società stesse». Come dire, i supermercati non brillano, eppure il loro valore, ai fini del bilancio di CoopCa, non viene toccato. Eppure in quei mercati, dove operano le due società controllate, spuntano nuovi supermercati e la concorrenza si fa più aggressiva.

L’alleanza con Operaie

Fa riflettere il fatto che Carnica e Operaie si erano alleate costituendo il Consorzio cooperativo operaio (fatturato nel 2013 di 45 milioni di euro) con il compito di ridurre i costi di acquisizione di buona parte delle merci. A gennaio, però, l’esperienza finisce. Le due cooperative litigano e così va tutto gambe all’aria, tant’è che a bilancio 2013 viene indicata solo la perdita (7 mila euro) e il valore patrimoniale (50 mila euro) del Consorzio riferita al 2012 perché ad aprile 2014 il bilancio 2013 non era stato ancora redatto.

Le incognite

La possibilità che il concordato preventivo si concluda con un rilancio della società o l’acquisizione da parte di un altro soggetto, senza operazioni “spezzatino” e il sacrificio di tanti posti di lavoro, dipende proprio dall’analisi in corso sull’effettivo valore della partecipazione e del credito in Immobilcoopca, sul valore delle altre partecipate, sull’esposizione bancaria (i mutui ammontano a 13,6 milioni di euro). Valutazioni che interessano direttamente dipendenti e quei 2 mila 920 soci che fidandosi di CoopCa si vedono bloccati, nei libretti di prestito sociale, 26,5 milioni di euro.

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