Tondo: voglio salvare la Regione, ma nel 2018 non mi ricandiderò

L’ex presidente assume la guida di Autonomia responsabile. «Serracchiani comanda ma non governa». De Anna in bilico
Udine 16 ottobre 2014 nuovo centro destra autoniomia responsabile Copyright Petrussi Foto Press Turco
Udine 16 ottobre 2014 nuovo centro destra autoniomia responsabile Copyright Petrussi Foto Press Turco

UDINE. Renzo Tondo è il nuovo capogruppo in consiglio regionale di Autonomia responsabile, la lista-movimento che era nata in suo sostegno alle ultime elezioni regionali. Una scelta che è stata illustrata ieri pomeriggio, nella sede della Regione, da parte dei componenti la civica. «Sono lieto delle decisione di Tondo - sono state le parole di Roberto Dipiazza, capogruppo uscente - al quale cedo con gioia e soddisfazione il posto di capogruppo. I tempi sono maturi per una rivincita del centrodestra in Friuli Venezia Giulia».

Tondo ha subito sgomberato il campo sul tipo di impegno che vuole assumersi. Ha dichiarato di non essere interessato a un terzo mandato, ma di sentirsi impegnato «a salvare questa regione da un declino che pare inarrestabile».

Due le ragioni per cui ha deciso di lasciare il Gruppo misto e di aderire ad Autonomia responsabile. Il primo concerne «le difficoltà dei partiti nazionali, ivi inclusa Forza Italia, e quindi la necessità di dare immediate risposte ai cittadini; mentre l’altro riguarda la necessità di continuare il percorso di regionalizzazione della politica», nell’ottica «di realizzare una coalizione di centrodestra in grado di guidare nuovamente la nostra Regione».

Autonomia responsabile da ieri è assieme a quello di Forza Italia il gruppo più numeroso del centrodestra con cinque consiglieri. E potrebbe addirittura diventare il primo se - come si vocifera da tempo - facesse il suo ingresso anche De Anna.

Duro poi il commento sulla presidente Serracchiani: «Comanda, ma non governa. Il mio obiettivo invece è di salvare questa regione. Sta fallendo in tutte e quattro le idee portanti della campagna elettorale. In un anno e mezzo non ha fatto nulla se non demolire la nostra riforma sanitaria, ma senza abolire il ticket come aveva promesso».

Per Tondo l’attuale presidente, poi, «non ha fatto un passo avanti sul Patto di stabilità mentre è grazie al patto Tondo-Tremonti, da lei avversato, che oggi può chiudere il bilancio regionale. Sulla terza corsia inoltre non si vede nulla di concreto. In campagna elettorale voleva abolire il commissario - ha spiegato Tondo - ma l’istituto è ancora li con lei al vertice».

Tondo ha poi spiegato di non aver aderito subito ad Autonomia responsabile «perchè intendeva unire il centrodestra che però era già diviso un anno e mezzo fa. Ora ritorno a casa mia con l’intenzione di partire dal basso, dal territorio e dagli interessi della gente». All’incontro di Udine è intervenuto anche Vanni Lenna, coordinatore regionale di Ar.

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