In 2 mesi 232 profughi accolti al campo Cri

La maggior parte viene dall’Eritrea e dalle difficili condizioni di quel Paese. Sono quasi tutti maschi, anche se non mancano alcune donne, e giovanissimi, con un’età media che non supera i 25 anni
Palmanova 8 Luglio 2014 arrivo profughi Copyright Foto Turco Massimo
Palmanova 8 Luglio 2014 arrivo profughi Copyright Foto Turco Massimo

PALMANOVA. Sono 232 i migranti che da inizio luglio sono stati accolti e visitati nel campo allestito e gestito dalla Croce Rossa di Palmanova, in collaborazione con il Comitato Provinciale e sotto il coordinamento della Prefettura. Diverse le nazionalità di provenienza di queste persone.

La maggior parte viene dall’Eritrea e dalle difficili condizioni di quel Paese. Sono quasi tutti maschi, anche se non mancano alcune donne, e giovanissimi, con un’età media che non supera i 25 anni. Molti anche i profughi dalla Siria martoriata dalla guerra. Sono nuclei familiari, molto spesso con bambini al seguito (nell’ultimo gruppo c’era anche un piccolo di soli 8 mesi), che cercano in Europa un futuro migliore. Non mancano migranti dalla Somalia, dal Mali, dal Ghana, dal Sudan, ecc.

Nel campo di Palmanova si sono fermati uno, al massimo due giorni. Il centro di prima accoglienza, allestito in un’area collocata nei pressi dell’ospedale civile, ha infatti lo scopo di effettuare uno screening sanitario prima che i profughi siano inviati ad altre destinazioni. Il protocollo prevede di visitare tutte le persone, di annotare i parametri vitali, la pressione, la temperatura, di chiedere informazioni sulle malattie pregresse e su eventuali sintomi attuali.

Qualora i medici lo ritengano, sono disposti ulteriori approfondimenti diagnostici. «Così è accaduto, ad esempio, – spiega il dottor Maurizio Blasi, presidente del Comitato di Palmanova - per una donna che sembrava in stato di gravidanza, per il bambino di otto mesi e per un paio di altri casi. Nessun tipo di patologia contagiosa o pericolosa, né per i migranti, né per la popolazione, è stato rilevato».

Il campo è gestito dai volontari del Comitato di Palmanova, dai colleghi del Comitato provinciale, da alcune infermiere volontarie della Cri di Gorizia e di Udine, affiancati (quando non sono presenti i migranti) anche dall’Ana di Udine. Per i controlli medici la Cri si avvale anche della collaborazione dell’Ass 5, sotto il coordinamento del dottor Luciano Strizzolo. Il campo è costituito da due tende dormitorio, due adibite a mensa e una per il vestiario. Accanto a queste, una batteria di servizi igienici, l’ambulanza e il posto medico avanzato per i controlli sanitari.

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