Friulanisti contro gli atenei decentrati

PORDENONE. Friulanisti contro il dipartimento interateneo a Pordenone, contro un’operazione – da 4,5 milioni di euro l’anno per almeno 15 anni – che dovrà essere finanziata per almeno un milione e mezzo di euro l’anno dalla Regione.
Per le università di Udine e Trieste, che hanno siglato un patto storico, si tratta di un progetto che proietta gli atenei nel futuro, razionalizzando l’offerta con collaborazioni innovative. Per il sistema Pordenone, che fa la sua parte (il consorzio universitario metterà circa 700 mila euro l’anno), è una vittoria.
Ma per il comitato per l’Autonomia e il rilancio del Friuli, il cui portavoce è Giancarlo Castellarin, «L’iniziativa depotenzierebbe nel contempo in maniera sensibile le due università di Udine e Trieste sul piano sia del numero e importanza dei corsi universitari, che del numero dei docenti disponibili già carente, (minimo 40 docenti delle Università di Udine e Trieste ci risulta dovrebbero essere spostati nel Polo universitario di Pordenone).
Se il desiderio della città di Pordenone è legittimo – scrive Castellarin –, il Comitato si chiede se, in un momento di tagli finanziari pesanti alle Università da parte del Governo centrale che oltre tutto risulta non apprezzare le sedi distaccate tanto da pensare di eliminarle, non sia preferibile difendere e potenziare l’esistente nei due poli centrali di Udine e Trieste».
Non solo, il comitato «ricorda inoltre che c’è una legge regionale approvata circa tre anni fa, che prevede la perequazione finanziaria tra l’Università di Trieste e di Udine, essendo quest’ultima notoriamente sotto-finanziata da un Governo centrale che eroga i finanziamenti statali ancora in base al criterio del costo storico. Tale legge regionale ancora non è attuata perchè priva di Regolamento».
Visto poi il calo delle iscrizioni legato alla situazione economica generale «non è preferibile tutelare l’esistente finanziando adeguatamente le università di Udine e Trieste nelle loro sedi centrali, piuttosto che cercare “avventure” nei poli distaccati? E poi perchè solo a Pordenone? I poli di Gorizia, Gemona o Cormons non hanno forse diritto a pari opportunità?». Il dipartimento interateneo proporrà due percorsi di laurea completi (in scienze multimediali e in banca e finanza) e altre due specialistiche di ingegneria. Il corso in Scienze e tecnologie multimediali dell’Università di Udine, secondo l’indagine Alma laurea tra i laureati, a un anno dal diploma garantisce lavoro all’84 per cento di chi l’ha frequentato.
L’assessore regionale Maria Grazia Santoro la proposta definitiva degli atenei ancora non l’ha visionata, «ma il un progetto nasce dal volere delle due università, da un accordo tra atenei, per cui escludo che vada nella direzione di depotenziarli».
Per Giuseppe Amadio, presidente del consorzio universitario e regista dell’ “operazione dipartimento”, l’attacco del comitato non può che scaturire «da una mancanza di informazioni che spero sia in buona fede – rimarca –. Forse questi signori non sanno che le due università, che oggi non hanno la possibilità di assumere docenti, potranno bandire un concorso per una ventina di posti grazie al dipartimento. Quanto al perché sia stata scelta Pordenone e non Cormons mi pare evidente: il territorio, attraverso il Consorzio, cofinanzierà l’operazione. L’investimento, infine, non è una dispersione di risorse ma semmai rappresenta una riorganizzazione che potrà fare da modello in regione».
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