«Le accuse su di noi si reggono su evidenti errori»

UDINE. Duro l’intervento di Federcaccia per voce del suo presidente regionale Paolo Viezzi sulla “mozione” presentata dal Movimento 5 Stelle nel consiglio comunale di Udine, votata anche dal partito di Sel, sull’esercitabilità della caccia nei parchi comunali.
«Constato per l’ennesima volta come gli interpreti della presunta nuova politica dovrebbero avere il coraggio del silenzio e l’umiltà della riflessione autocritica poiché il loro inopportuno disquisire diventa inconsapevole quanto evidente autolesionismo. Chi si pone quale possibile amministratore della cosa pubblica - eccepisce – dovrebbe avere equilibrio, onestà intellettuale, efficienza, dovizia e diligenza anche nella predisposizione e presentazione di una semplice “mozione” a cominciare dalla grammatica delle cose».
Esordisce citando qualche svarione grammaticale inanellato nella mozione Viezzi: «Richiedere al sindaco di una città così importante come quella di Udine di emanare “un ordinanza” presuppone quantomeno l’apostrofo oltre al sapere quando tali provvedimenti possono essere emessi – eccepisce – (il potere riconosciuto al sindaco di emanare ordinanze contingibili e urgenti, ai sensi degli artt. 50 e 54 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 Tuel ovvero per nessuna delle ragioni indicate nella mozione degli acculturati “5 Stelle”). Forse – aggiunge – il partito di Vendola avrebbe potuto correggere quelle banali sviste, magari ricordando ai colleghi del banco della politica dell’innovazione che le “stazioni di detenzione degli uccelli” (da loro citate) sono quelle partite da un embolo incontrollabile e non dalla realtà di questo mondo o delle sue norme o regole di civiltà (non esistono stazioni di detenzione degli uccelli né nei fatti e neppure nella normativa).
Se il signor Massimo Deganutti – prosegue Viezzi annoverando un altro errore – sente il bisogno di ricordare a tutti le leggi che governano l’attività venatoria abbia almeno l’accortezza di dare i numeri giusti».
«È bene precisare – chiarisce poi – che quella venatoria è un’attività lecita, che i cacciatori la praticano quando è consentita e che le altane sono opere autorizzate come le case dei “5 Stelle”. Per la serietà degli argomenti è necessario esser vicini ai genitori di quella ragazza, nonché collega, che recentemente nel parco del Cormor ha perso la vita per opera di un delinquente, fatto che nulla ha a che vedere con la caccia e i cacciatori, ma strumentalmente utilizzato dagli esponenti della “nuova politica” per i miseri fini di una campagna elettorale.
Di questo è indispensabile indignarsi. Federcaccia preannuncia che denuncerà i responsabili di ogni diffamazione ai danni del mondo venatorio stigmatizzando “l’orrifico mondo” dei buchi neri della grammatica e dell’onestà intellettuale».
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