Capriolo imprigionato al castello

Mobilitazione per salvare un esemplare maschio di due anni rimasto bloccato in una cancellata
Di Alessandra Ceschia

Era rimasto incastrato nella cancellata del castello e non riusciva a muoversi. Da ore era bloccato fra le inferriate e si dibatteva per sfuggire alla morte.

Per salvare un giovane capriolo, un maschio di due anni, approdato in piazza Primo maggio che stava cercando di raggiungere la sommità della collina, si sono mobilitati tutti, dalla polizia municipale ai vigili del fuoco alla polizia provinciale. Alla fine l’animale è stato sedato, recuperato e curato.

Era un po’ provato per la paura, i colpi e gli strattoni dati a destra e a manca per sfuggire a quella morsa, ma le sue condizioni non sono sembrate gravi al veterinario che lo ha visitato, Emanuele Burelli, quindi l’animale è stato accompagnato al Centro recupero fauna di Campoformido.

Le segnalazioni di avvistamento di un capriolo in città erano cominciate ad arrivare al Comando dei vigili del fuoco in tarda serata, sabato. Diverse le telefonate di chi giurava di aver visto la bestiola in giro per la città.

Poco prima delle 8 del mattino, ieri, un udinese che aveva imboccato la salita pedonale del castello sul lato di piazza Primo Maggio, proprio sul retro della casa della contadinanza lo ha visto, incastrato fra le sbarre del cancello nella parte sommitale della collina.

La bestiola aveva cercato di passare, infilando il muso fra le sbarre di ferro, quindi aveva spinto fino a far passare il tronco, ma poi era rimasto bloccato e non riusciva più a sfilarsi.

Così è partito l’allarme alla sede della polizia municipale che ha mandato sul posto una pattuglia, ma di muovere l’animale non c’era verso anche perché, preso dal panico, non smetteva di dibattersi. È toccato ai vigili del fuoco partire con una squadra dal comando di via Popone e tentare di aiutare l’animale. Con l’aiuto del veterinario il capriolo è stato sedato quindi, i vigili del fuoco, supportati anche da Alberto Della Vedova, agente della vigilanza venatoria, hanno tentato la manovra per estrarre l’animale ripercorrendo a ritroso i movimenti che aveva compiuto per entrarci. E ha funzionato. La bestiola è stata sottoposta a una serie di accertamenti da parte del veterinario. Con ogni probabilità saranno necessarie alcune cure al centro di recupero di Campoformido poi potrà essere rimesso in libertà, lontano dal centro cittadino.

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