Maxi-lotizzazione di Grado, Zamparini rinuncia

GRADO. L’imprenditore Maurizio Zamparini getta la spugna sul progetto “Vivere in Laguna” previsto nell’ex Valle Cavarera di Grado. Un piano turistico-termale-residenziale da 800 milioni. E si prepara a chiedere i danni. Decine e decine di milioni. «Darò tutto in beneficienza - sottolinea l’imprenditore - perchè con questo progetto non ho mai voluto arricchirmi. Volevo dare un futuro al turismo di Grado, che amo, a fronte di una proposta imprenditoriale condotta sempre alla luce del sole».
La “doccia gelata” è arrivata ieri, attraverso una comunicazione della società che fa capo a Zamparini, la Monte Mare Grado Srl, inviata al Comune, al sindaco Edoardo Maricchio, al segretario dell’ente locale, agli assessori e consiglieri comunali. La società si dice “costretta” a ritirare la proposta del Piano particolareggiato, denominato “Vivere in Laguna” chiamando in causa più fattori. Il dilatarsi «inammissibile» dei tempi di attuazione del programma amministrativo che si era esplicitato attraverso un accordo di pianificazione siglato tra il Gruppo Zamparini e il Comune di Grado il 20 maggio del 2009.
La società «prende atto» della mancata approvazione del Piano particolareggiato ricordando la diffida già trasmessa all’ente locale gradese il 6 maggio scorso. E la perdita degli investitori disposti a sostenere il progetto “Vivere in Laguna”. La Monte Mare Grado Srl è infatti chiara sostenendo di aver «preso atto che, proprio in ragione dei ritardi comunali, una pluralità di investitori concretamente interessati all’intervento sono receduti dalle trattative contrattuali».
Significa il venir meno delle risorse necessarie, evidenzia la Monte Mare Grado Srl quando parla di «insostenibilità del quadro finanziario, anche in ragione dell’esorbitanza delle richieste comunali». Dunque gli imprenditori di livello internazionale a cui Zamparini aveva recentemente fatto riferimento si sono tirati indietro? «Gli investitori finanziatori del progetto con i quali sono in contatto non sono più disposti, data la situazione e le insostenibili lungaggini burocratico-amministrative, a garantire il loro impegno», conferma l’imprenditore.
Di mezzo c’è anche ciò che la società definisce «il clima di ostilità a più riprese palesatosi in alcune frange del mondo politico gradese». Non ultimo il recente Consiglio comunale che ha fatto propria una parte della mozione presentata dal gruppo di opposizione, Liber@, approvando all’unanimità un ordine del giorno, al fine di far eseguire ulteriori analisi da parte dell’Arpa per appurare la natura del materiale da riporto trasferito in Valle Cavarera.(l.b.)
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