E la dolce “buiace” sarà protagonista anche a Carnevale

SEDEGLIANO. A Carnevale, come si sa, ogni scherzo vale. E che sia “dolce romano” o no poco importa. Gli echi della burla della vicina Codroipo si fanno sentire fino a Sedegliano. In fondo, è una manciata di chilometri di distanza e il capoluogo non è da meno in fatto di prelibatezze, in questo caso carnascialesche, e rivendica l’imprimatur di un dolce dal nome non tanto storico, ma tipicamente friulano: la cosiddetta “buiace”. Termine ormai in disuso della marilenghe e che si riferisce al mucchio di escremento bovino che può assumere la sembianza di “fuiace”, cioè focaccia. Tanto che la forma tondeggiante ha sollecitato l’iniziativa di un gruppo di amici riuniti in allegria, dopo aver ammirato la creatività del pasticciere e panettiere Daniele Dolso espressa in un dolce ricoperto di cioccolata, dalla forma vagamente circolare, leggermente a spirale che ha riportato al presente pensieri di atmosfere di tempi andati, agresti e rurali in cui non era poi così difficile calpestare la cosiddetta “buiace”. Così, gli amici si sono chiesti: perché non riportare alla ribalta il termine nella forma e pure nella sua trasformazione in dolce? Detto, fatto: il prodotto è stato portato in piazza in occasione della festa di Carnevale dell’anno scorso. Il debutto è stato un po’ in sordina per dire la verità, ma, visto il clamore del vicino “Dulce Quadruvium”, la protagonista, non blasonata, di domenica prossima sarà proprio lei, la dolce focaccia dalle sembianze di... “buiace”. «Vuoi mettere – ha esclamato tra il serio e faceto un amministratore lungo lo scalone di palazzo Birarda - con il “Melpiperatum”?».
Eh già, davvero un’altra cosa, a iniziare dagli ingredienti che prudentemente non vengono svelati interamente: cioccolato, fichi, forse uvette, impiego di “lievito naturale acido”. La “buiace” verrà, quindi, offerta assieme a un buon bicchiere di vino della zona in occasione della festa di Carnevale in piazza organizzata dal Comune, dall’associazione Sedegliano Attivamente, dal gruppo alpini del capoluogo. Non ci sarà sicuramente alcuna presentazione ufficiale in luoghi istituzionali, ma, come si dice, porterà una gran fortuna questa volta non a chi la calpesta ma a chi la mangia. E, di questi tempi quando farsi una bella risata è terapeutico, gli amici chiosano: «Chissà, potremmo anche diventare miliardari».
Maristella Cescutti
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