Udinese-Roma, quando Zico fece esplodere il Friuli

UDINE. Un tuffo al cuore, ma soprattutto il ricordo di un’epopea e di una delle partite più simboliche dell’era Zico a Udine. Tutto questo e ancora di più può essere rievocato da quell’Udinese-Roma del 6 novembre 1983, una data che per forza di cose riporta a un calcio che non esiste più, come pure lo stadio Friuli, sicuramente ammodernato ed evoluto in chiave 2.0, ma non pareggiabile al colpo d'occhio e al calore dei 42 mila che lo riempirono in quel pomeriggio soleggiato.
Era l’Udinese di Zico e Causio, che non a caso si rivelarono i firmatari di quello storico successo per 1-0 sulla Roma, era l’Udinese di Edinho, Galparoli, di “Cesarone” Cattaneo e dell’attuale ds Manuel Gerolin, con Enzo Ferrari in panchina. A proposito, il buon Enzo è solito frequentare Udine e agli amici di sempre che gli domandano ancora di quella partita è solito rispondere che quella famosa azione che portò l’Udinese al gol e alla vittoria, al minuto 39’ del secondo tempo è per lui l’essenza del calcio.
L’azione in questione è quella che stese la Roma, presentatasi campione d’Italia in carica, e partì dalle braccia di Fabio Brini, il portiere bianconero che dopo aver salvato sul colpo di testa di Pruzzo, avviò subito l’azione dando palla a Edinho con le mani che servì Causio. Il Barone, spostato sulla destra, con un lancio-arcobaleno tenne tutto lo stadio col fiato sospeso, fino a quando, dall’altra parte del campo, spuntò Zico, che entrò in area e dopo aver lasciato rimbalzare il pallone fece partire un diagonale imprendibile per Tancredi. Fu una vittoria singola, l’Udinese non arrivò in Europa, ma fu un’impresa che ha fatto storia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









