Se la Spagna Mundial spiccò il volo a Udine: tutto iniziò da quell’Europeo Under 21 vinto al Friuli
Nel 2019 le Furie Rosse trionfarono all’impianto dei Rizzi contro le Germania. In quella squadra c’erano cinque giocatori ora campioni. In panchina c’era De la Fuente

Il capolavoro mundial della Spagna affonda le sue radici a Udine. Era il 30 giugno 2019 quando le giovani furie rosse si laurearono campioni d’Europa Under 21 battendo 2-1 in finale la Germania nella finale disputata allo stadio Friuli. Il commissario tecnico degli spagnoli era Luis De la Fuente, il condottiero della cavalcata trionfale ai Mondiali della Nazionale maggiore.
In quell’Under 21 d’oro c’erano cinque giocatori che hanno fatto parte della spedizione vincente oltre oceano: il portiere Unai Simon, i centrocampisti Fabian Ruiz e Dani Olmo, l’attaccante Oyarzabal e il jolly dai gol pesanti Merino.
Quella giocata sul manto erboso del Friuli fu una finale a senso unico, dominata dalla Spagna, in vantaggio già al 7’ con una staffilata di Fabian Ruiz (all’epoca era ancora un giocatore del Napoli), premiato a fine gara con il premio di miglior giocatore della manifestazione. Il raddoppio arrivò a metà ripresa con un tap-in di Dani Olmo, uno dei giocatori chiave al recente Mondiale, mentre il gol della bandiera tedesco lo firmò all’88’ Amiri.
Di quella Germania solo Tah ha compiuto un percorso significativo con la Nazionale maggiore. Oltre ai cinque giocatori già citati, nelle rotazioni di De la Fuente nel ciclo Under 21 entrarono anche Cucurella, Pedro Porro, Alex Baena, Yeremi Pino e la coppia che ha confezionato il gol mondiale Nico Williams-Ferran Torres.
Il Pallone d’oro Rodri ha fatto parte dell’Under 19 campione d’Europa nel 2015, sempre sotto la guida di De la Fuente. Eric Garcia e Zubimendi, altri due freschi campioni del Mondo, hanno conquistato l’argento olimpico a Tokyo nel 2021 con la Nazionale olimpica basata sul gruppo dorato dell’Under 21 vista all’opera a Udine. Sono quattordici in totale i giocatori della rosa spagnola campione del Mondo cresciuti nelle selezioni giovanili delle furie rosse sotto le sapienti mani di Luis De la Fuente.
Quest’ultimo, nel giro di undici anni ha fatto incetta di trofei e medaglie, che snoccioliamo in ordine cronologico: oro agli Europei Under 19 (2015), ai Giochi del Mediterraneo (2018) e agli Europei Under 21 (2019), coppa sollevata al cielo con la Nazionale maggiore in Nations League (2023), agli Europei (2024) e ai Mondiali (2026), più due argenti alle Olimpiadi (2021) e in Nations League (2025).
A ulteriore conferma dell’attitudine del ct e del calcio spagnolo in generale di dare fiducia ai giovani, nella spedizione americana c’erano altri sette giocatori sotto i 25 anni d’età: il portiere Joan Garcia (classe 2001), i difensori Cubarsi (2007) e Pubill (2003), i centrocampisti Gavi (2004) e Pedri (2002), gli attaccanti Yamal (2007) e Munoz (2003).
Tutti con lunghe trafile nelle selezioni giovanili spagnole, ma con altri tecnici. È una Spagna modello, proprio mentre l’Italia tentenna nella scelta del ct della ricostruzione. Occhio alle coincidenze, potenziali segni del destino: il nuovo ct azzurro potrebbe essere spagnolo (Guardiola), oppure uno che nel 2021 agli Europei gli spagnoli li ha battuti (Mancini).
Ma c’è anche un terzo nome, quello di Andrea Pirlo: fu lui, in qualità di Ambassador dell’Uefa, a portare il trofeo agli spagnoli sul prato dello stadio Friuli quel 30 giugno 2019.
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