Riecco Antonutti, tu chiamale se vuoi emozioni

Tu chiamale emozioni. Michele Antonutti le ha vissute ieri nella visita al nostro giornale per una diretta Facebook molto seguita, ma al tempo stesso promette di farle vivere ai tifosi nella prossima stagione cestistica. Già, perché il ritorno a Udine del “Cigno di Colloredo” è un evento speciale, al punto che Antonutti si è presentato in redazione con una magnum di vino della sua produzione con tanto di dedica. La classe (in campo è fuori) non è acqua, e Antonutti di classe ne ha da vendere. Prima di rispondere alle numerose domande dei lettori, il nuovo acquisto dell’Apu Gsa ha ricevuto la “benedizione” del direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier: «Antonutti sa cosa vogliamo, ma non è il caso di caricarlo di troppe aspettative. Ci aspettiamo una grande stagione, con un finale diverso rispetto alle ultime stagioni. Siamo ottimisti. A Pedone dico: spendi bene!».
Antonio Simeoli, responsabile della redazione sportiva, ha messo sotto torchio il “Cigno”, miscelando l’intervista alle domande dei lettori. Antonutti ha risposto a ruota libera, accettando di mettersi a nudo in questo momento molto importante, soprattutto dal punto di vista emotivo, della sua carriera. Ed è proprio dalle primissime tappe della sua carriera che è iniziato il “botta e risposta”. Nasce tutto, infatti, all’età di 7 anni alla Cestistica Basket Udinese con coach Gigi Colosetti. «Un tecnico che mi ha insegnato cosa vuol dire essere un professionista già da bambino», ha spiegato Micky.
A seguire gli anni d’oro al Carnera, che da settembre tornerà ad applaudirlo, anche se con colori diversi rispetto all’arancione Snaidero. «Cosa proverò mettendo la maglia della Gsa? Fatemela indossare, poi saprò dirvelo. Sarà una bella emozione, sono convinto che sentirò le farfalle nello stomaco». Emozione, che fa rima con dedizione, un concetto che sta a cuore all’ala bianconera. Lo si evince nel messaggio al popolo del Carnera («Ai tifosi dico che darò sempre il massimo. Per me conta poco se giocherò più o meno minuti, se segnerò più o meno punti»), ma anche nel giudizio alla campagna acquisti della Gsa.
«Non è ancora finita, siamo al primo quadrimestre e il voto al giemme Micalich è positivo. Mi piace l’idea che ci sia una certa “friulanità”, anche perché quando ci sarà da sbucciarsi le ginocchia i tre giocatori locali ci saranno. Il friulano ama la propria terra e apprezzerà». Il “matrimonio” con la Gsa era nell’aria da tempo, Antonutti ha raccontato le varie tappe. «Ero presente alla festa promozione dalla B alla A2, avevo amici fra i giocatori, penso a Zacchetti e Truccolo. Le sorti del basket udinese mi sono sempre state a cuore. Questo progetto è in continua crescita, ogni anno si fa un passo avanti. Anche nell’ultima stagione, perché le sconfitte servono per imparare a vincere. E io ci tenevo a esplorare questo percorso di crescita. Negli anni sono sempre stato in contatto con Micalich». Chiarito, una volte per tutte, l’incidente diplomatico con il presidente Alessandro Pedone post gara4 fra Biella e Gsa. «Quando gioco, lo faccio a 360°, dando sempre il massimo. Non mi piace pensare alla polemica, piuttosto preferisco pensare al fatto cha abbia fatto crescere tutti. La serie play-off da avversario? La pressione era tutta su Udine, noi eravamo più leggeri. In gara3 eravamo sotto di 12, poi ci furono alcuni episodi decisivi e cambiò tutto». Promosso a pieni voti anche l’ingaggio di coach Alessandro Ramagli («Ci ho parlato e tanti ex compagni mi hanno detto ottime cose di lui. Ha un pedigree importante, è un grande acquisto per Udine»), evitando però voli pindarici. «Dove sarò fra un anno? Facciamo un passo per volta ha chiosato Antonutti - iniziando dal ritiro e poi dalla pre-season, altrimenti dispendiamo energie». —
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