Questione stadio, arriva in aiuto Abete

Il presidente della Figc dal Brasile si è attivato per ottenere il nulla osta affinché il Pordenone possa utilizzare il Mecchia

PORDENONE. Il Pordenone mobilita la Figc per la questione stadio: risponde Giancarlo Abete dal Brasile. Il presidente dell’ente federale, ora in Sudamerica per i campionati mondiali di calcio, si sarebbe mosso per la società neroverde. Il numero uno del calcio italiano avrebbe pronta un’istanza da presentare alla Lega Pro con la quale si suggerirebbe di accettare il Mecchia come stadio di riserva dei neroverdi, “sorpassando” l’attuale normativa che non prevede spostamenti in impianti fuori regione, neppure in casi speciali come quello del Bottecchia. A proposito, oggi è in programma una riunione della giunta comunale: si indicherà la volontà da parte dell’amministrazione Pedrotti di effettuare tutti i lavori necessari per adeguare l’impianto alle richieste federali.

Impegno. L’aveva dichiarato il dg dei “ramarri” Giancarlo Migliorini: «Ci rivolgeremo alla Figc per sbloccare la questione stadio». Detto, fatto. La società, infatti, ha interpellato Renzo Burelli, il dirigente di Fagagna consigliere federale, che, a sua volta, ha allacciato i contatti con Giancarlo Abete, oltre oceano a seguito della nazionale azzurra. Burelli ha informato Abete della specialità del caso e dello spazio ristretto di manovra: entro il 20 giugno, infatti, il Pordenone deve indicare il suo stadio di riserva. Considerato, inoltre, che l’impianto veneziano si trova a 20 chilometri dai confini regionali, Abete si sarebbe convinto: pronta un’istanza alla Lega Pro. A quel punto la serie C non potrebbe fare niente se non accettare. E quindi lasciare che il Pordenone giochi a Portogruaro qualora lo stadio non fosse pronto per l’inizio della stagione.

Agibilità. I “ramarri”, per stare tranquilli, puntano a rimanere in Friuli. Come? Convincendo l’Udinese, obbligata a uscire dal Friuli a causa dei lavori, a disertare il Rocco di Trieste e scegliere un altro stadio “B”, per esempio Padova. Così i neroverdi andrebbero nella città giuliana e non sorgerebbe alcun problema. Ostacoli, invece, che sembrano esserci ancora col Bottecchia. Oggi si riunisce la giunta, è pronta una delibera in cui si attesta la volontà di rimodernare lo stadio: documento necessario da presentare alla Lega Pro. Tuttavia, bisogna poi “forzare” il patto di stabilità: in questo senso si aspetta il 30 giugno, giorno in cui la trattativa Stato-Regioni può sbloccare le restrizioni. Se tutto dovesse andare bene, il passo successivo sarebbe indire la gara d’appalto per i lavori necessari. Insomma, serve la mano di Abete: avere il Mecchia come stadio di riserva è necessario.

Alberto Bertolotto

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