Quell’intruso “africano” nel ritiro azzurro

Verso Italia - Spagna. Enzo Cainero, il Barone, le chiacchiere con Bearzot e quella foto con superDino

UDINE. Non voleva raccontarcela la storia. «Arriva la Nazionale, non voglio mettermi in mostra». Ma la “spiata” del fratello Eddy non poteva essere ignorata alla vigilia di Italia-Spagna, quando i protagonisti (e non poteva accadere diversamente) ritornano a essere Zoff, Gentile, Cabrini, Causio, Rossi, Tardelli, Bearzot.

Perché, dite quel che volete, come si sta vedendo in questi giorni con l’esposizione delle Coppe del mondo in Comune a Udine, il Mondiale resta quello del 1982, con tutto il rispetto, ci mancherebbe, per Buffon e gli altri eroi del 2006.

Succede che, alla vigilia della finale Italia-Germania Ovest qualche giornalista barricadero nei confronti degli Azzurri, nonostante le super partite con Argentina, Brasile e Polonia, mugugna. E scrive.

«C’era un intruso nel ritiro degli azzurri. Lui è entrato, gli altri sono fuori». I giornalisti non possono entrare, c’è il (mitico) silenzio stampa di Bearzot. È caccia all’intruso. Che esce allo scoperto dopo 34 anni aprendo il libro dei ricordi.

Siamo nel 1982, Enzo Cainero, allora ex portiere di buon livello, commercialista rampante e team manager dell’Udinese lavora in Guinea Equatoriale.

Il business è quello del legno della foresta. Un mese là ogni tanto a controllare gli affari, poi il resto a Udine a fare il dirigente per Mazza, il commercailista e il Politico nella Dc.

Per la bici e lo Zoncolan ci sarà tempo. In Africa le imprese degli Azzurri le sente alla radio. Deve ripartire per l’Italia il 9 luglio. Scalo obbligato in quegli anni per quei voli a Madrid. Il resto lo racconta lui. Con emozione.

«Raggiungo l’albergo dell’Italia, non si può entrare. Ma mi vede un amico, Franco Causio, che ben conoscevo all’Udinese. Mi fa entrare. Bevo con loro, parlo in friulano con Zoff, con Bearzot».

Poi le immancabili foto ricordo, gli autografi sulla cartolina di Madrid con la mascotte Naranijto (la ricordate?) e la partenza («obbligata, il volo era prenotato, per l’Italia») prima della finale con una convinzione: «Quello era un gruppo granitico, avrebbe vinto». “Intruso” Cainero, vede? Questa storia andava raccontata.

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