Pordenone, salta di nuovo il ritiro estivo a Piancavallo

PORDENONE. Forse non si sono mai amati. Ma sembravano esserci i presupposti per una riconciliazione. Invece no. Per il secondo anno consecutivo, tra il Pordenone e la società che gestisce gli impianti sportivi di Piancavallo è calato il gelo.
E i tifosi neroverdi potrebbero dover ancora uscire dai confini provinciali per seguire il ritiro estivo dei neroverdi.
Un nuovo casus belli, dopo quello che un anno fa portò il Pordenone a scegliere la sede di Arta Terme per preparare il riscatto in Lega Pro. E proprio la località udinese, anche stavolta, è la favorita.
“Apriti cielo” se sarà il ritiro di una neopromossa in serie B, il sogno che stanno cullando tutti i tifosi dei ramarri: le polemiche potrebbero lievitare.
Precedente. Dodici mesi fa, i responsabili della Piancavallo 1265, che ha in gestione il campo della località montana, si rifugiò in corner, sollevando il necessario rispetto del regolamento: era stato il Venezia a prenotare per primo, dunque al Pordenone spettava al più un diritto di subentro in caso di rinuncia dei lagunari.
Eventualità che si verificò, ma a quel punto i vertici neroverdi, probabilmente risentiti per il diniego ricevuto in precedenza dopo 3 anni di permanenza ai piedi del monte Cavallo, scelsero di rivolgersi altrove.
Sorpresa. Stavolta, la diplomazia, alias alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale, si era mossa con largo anticipo. Secondo indiscrezioni, già dalla scorso novembre si sarebbe cercato di riannodare il rapporto con il Pordenone.
E dopo un’iniziale ritrosia, il club neroverde si era convinto. Tanto che a gennaio, sempre secondo indiscrezioni, dal De Marchi è partita una mail all’indirizzo della cooperativa Piancavallo 1265 con la richiesta di poter utilizzare il campo per una decina di giorni a metà luglio per il ritiro pre-campionato.
Pronta, ma dal contenuto inaspettato, sarebbe stata la risposta: «L’impianto è già prenotato». A quanto pare, ancora una volta dal Venezia, pronto allo sbarco in Lega Pro.
Commento. Malinteso, gioco d’anticipo del club lagunare, che la scorsa stagione alla fine salì sui monti pordenonesi, divergenze da appianare? Diverse le ipotesi.
Ma sta di fatto che il Pordenone fra qualche mese, in Lega Pro o serie B che sia, dovrebbe tornare a sudare in terra udinese, precisamente ad Arta Terme.
«Nulla è stato deciso – si limita a commentare il dg neroverde, Giancarlo Migliorini – posso soltanto dire che ad Arta ci siamo trovati molto bene, sia per quanto riguarda gli impianti sia per le strutture ricettive. E a oggi l’ipotesi di tornarci è più che concreta».
Aggiungiamoci che quell’aria ha portato, al momento, un inatteso secondo posto e la candidatura diventa quasi investitura.
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