“Pelli” e Gasparotto, prove d’azzurro

UDINE. «Sarà un mondiale per gente che va forte in salita». È questa la sentenza di Franco Pellizotti, lo scalatore friulano della Androni Giocattoli – Venezuela, che ieri ha percorso i tratti salienti del circuito iridato di Firenze. Il commissario tecnico Paolo Bettini lo ha convocato assieme al casarsese Enrico Gasparotto dell’Astana, in grande spolvero alla Coppa Bernocchi e alla Tre Valli Varesine, a Enrico Battaglin e a Stefano Pirazzi della Bardiani.
Il quartetto, assieme ad alcuni dilettanti, ha testato le strade sulle quali il 29 settembre i professionisti si contenderanno il campionato del mondo, compresa la famigerata salita di Fiesole. «Sarà un mondiale molto impegnativo – ha sottolineato Pellizotti, in attesa di firmare il contratto che lo legherà all’Astana di Vincenzo Nibali e Gasparotto a partire dalla prossima stagione – . Il circuito iridato è molto bello, ma decisamente duro. È un mondiale per gente che va bene in salita come un Cancellara in giornata oppure i vari Gilbert, Nibali e Valverde».
La presenza di due friulani fra i quattro “tester” a un mese dal mondiale lascia presagire probabili convocazioni in azzurro. «Intanto bisogna guadagnarsela la maglia della nazionale – ha tagliato corto Pellizotti – . Sono in crescendo di forma, l’unico handicap è dato dal fatto che da qui al mondiali, complice la concomitanza con la Vuelta, scarseggiano le gare. Sabato disputerò il Memorial Pantani, quindi dal 5 all’8 settembre farò la Settimana Lombarda e, dopo ben 12 giorni, il 21 il Gran premio Costa degli Etruschi e il 22 Prato a una sola settimana dal mondiale».
Modestia a parte, il ct non avrebbe scomodato un corridore di 35 anni come Pellizotti per una semplice sgambata: Bettini non ha mai negato di fidarsi di lui. «Con Paolo ho un buon rapporto e abbiamo corso assieme un mondiale e un’Olimpiade – ha confermato Pellizotti - . Lui sa che sarei il primo a dirgli se non starò bene perché mi conosce perfettamente e non accetterei la maglia azzurra rischiando di rimediare una figuraccia. Bettini tiene molto a creare un bel gruppo, il resto dipenderà dalle sue idee circa la tattica di gara. È chiaro che l’Italia avrà in Nibali il capitano unico, ma il mondiale si vince con il gruppo. Le chance di Alessandro De Marchi? Bettini nei prossimi giorni andrà alla Vuelta a parlare con i ragazzi che corrono lì. Sicuramente uno come Alessandro potrà essere importante».
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