«Parlate in italiano» E a Flaibano è parapiglia

Gli ospiti del Kras accusano i dirigenti della squadra locale di razzismo «Ci hanno detto: tornate in Jugoslavia». I padroni di casa respingono le accuse
Flaibano, 11 ottobre 2015. Calcio. Flaibano (giallo-nero) vs Kras (bianco-rosso). Nella foto l'allenatore del Flaibano. Copyright ag Foto Petrussi / Ferraro Simone
Flaibano, 11 ottobre 2015. Calcio. Flaibano (giallo-nero) vs Kras (bianco-rosso). Nella foto l'allenatore del Flaibano. Copyright ag Foto Petrussi / Ferraro Simone

UDINE. La sfida sul campo è finita con un gol per parte, con le strette di mano dopo il triplice fischio e i complimenti reciproci. Flaibano-Kras, sfida di Eccellenza, pareva terminata lì. E appuntamento al ritorno. Sbagliato, perchè quanto successo al di fuori del recinto di gioco, durante il match, pare destinato a far parlare e discutere per tutta la settimana e forse oltre.

Da parte di alcuni tifosi e di qualche dirigente del Flaibano sarebbero state rivolte frasi e insulti che esprimono intolleranza etnica nei confronti della società dell’altopiano carsico, che rappresenta la minoranza slovena.

«Nel 2015 sentirsi dire di tornare in Jugoslavia è inconcepibile e vergognoso» è la secca accusa del presidente del club di Monrupino Goran Kocman. «E la cosa che fa più pensare è che a fare simili affermazioni sia stato il presidente del Flaibano in prima persona. Si è rivolto al nostro ds, che attraverso la recinzione stava dando qualche consiglio ai giocatori in sloveno, urlando che essendo in Italia si deve parlare solo in italiano.

Una follia. Ed è chiaro che davanti a simili affermazioni è stato difficile stare zitti e non replicare. Inevitabile la discussione che ne è seguita, coinvolgendo anche una parte delle due tifoserie. É la prima volta che ci succede una cosa del genere e sì che in Friuli ci giochiamo da sempre. Un atteggiamento che davvero lascia pensare e fa riflettere».

In campo nessuno si è accorto di quanto stava succedendo in tribuna e quindi c’è da pensare che nel referto degli arbitri non ci sarà traccia. Il presidente del Kras, comunque, non ha intenzione di fare passi ufficiali a livello di federazione, anche se l’amarezza è tanta («Di questo passo c’è sempre meno voglia di andare ad assistere a una partita».

Uno sfogo quello di Kocman che ha preso in contropiede i dirigenti del Flaibano. «Il presidente del Kras sta esagerando – prova a smorzare i toni il presidente del club friulano Marino Picco – nel tirare in ballo concetti che ci fanno passare per intolleranti e poco sportivi. Ho soltanto invitato i loro dirigenti a usare l’italiano perchè non mi sembrava corretto ed educato che tra di loro parlassero senza farsi capire. M

i sembra che si stia costruendo un caso sul niente, visto che poi al chiosco le squadre hanno tranquillamente parlato di calcio. Mi dispiace che il presidente Kocman, che tra l’altro conosco anche per motivi di lavoro, abbia voluto sollevare questo polverone che non fa bene all’immagine del nostro calcio. Per quanto ci riguarda la questione è chiusa. Speriamo lo sia anche per loro».

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