L’Udinese chiede strada a tre ex dell’era d’oro
UDINE. Il dato fa impressione: 549 partite. Tante ne hanno giocate tutti e tre assieme con la maglia dell’Udinese Giampiero Pinzi, Simone Pepe e Antonio Floro Flores in serie A.
Domenica i “tre moschettieri” arriveranno a Udine da avversari con la maglia del Chievo. Sarà come ritrovare tre vecchi amici, di quelli a cui sei rimasto affezionato anche se hanno preso altre strade. Perchè quando hanno indossato la maglia bianconera non si sono mai tirati indietro.
Giampi. Sono tre storie diverse le loro. Pinzi arrivò a Udine nell’estate del 2000 che era quasi un ragazzino. Zero presenze in serie A, ma una in Champions con la Lazio. Se n’è andato per due anni al Chievo (aveva rotto con Pasquale Marino) per rientrare poi nel 2010 aprendo l’era Guidolin. Di fatto Giampiero ha vissuto i momenti più alti della storia udinese degli ultimi 15 anni.
L’immagine indimenticabile con la maglia bianconera addosso rimarrà quel placcaggio in stile rugbystico ad Anfiel nella gara con il Liverpool. Pinzi è entrato nella galleria di quei personaggi che hanno fatto esaltare il popolo del Friuli per il loro carattere indomito e per la loro carica agonistica. Prima di lui, nell’era moderna, ci sono stati Rossitto e Giannichedda. Vite da mediani le loro. Lui ne è stato il degno erede diventando uno dei dieci calciatori più presenti in A nella storia con la maglia dell’Udinese.
Er chiacchera. É il soprannome che si è guadagnato in tanti anni di carriere Simone Pepe. A inizio carriera faceva la seconda punta (a Teramo giocava in coppia con Simone Motta).
A Udine si è ritagliato uno spazio importante trasformandosi da attaccante di fatica nel tridente completato da Quagliarella e Di Natale. Le “riserve” si fa per dire, erano Floro Flores e Sanchez. Capito che razza di attacco aveva quella squadra? Non a caso arrivò, senza l’infortunato Di Natale, ai quarti di finale di Coppa Uefa. Pepe segnò un gol pesante al Lech Poznan e uno con lo Zenit. La scorsa estate, dopo l’esperienza Juve e un grave infortunio, si era proposto all’Udinese: sarebbe stato un ritorno gradito, Gino Pozzo ha scelto diversamente.
Floro. Uomo di Coppa è stato Pepe, idem Floro Flores. Come dimenticare quell’irresistibile volata a Dortmund nello stadio che due anni prima vide l’Italia battere la Germania nella semifinale Mondiale? E la punizione del 2012 a Salonicco con l’Aris che zittì Toumba?
Si è detto e si è scritto tanto di Floro e del suo potenziale mai messo completamente a frutto. Il diretto interessato se la prese con Guidolin che a suo dire non rispettò i patti. In realtà Antonio qualche occasione la fallì. Nonostante questo il legame con il Friuli è rimasto forte e intenso. Si prenderà gli applausi come Pinzi e Pepe. Perchè quei tre sono stati tre pezzi importante di un’Udinese degli anni d’oro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








