L’Italia sa soltanto vincere Lisa e Doro, titolo allo sprint

Nel giorno dello storico trionfo di Dorothea Wierer, che ieri ha vinto l’oro della 12,5 km mass start ai Mondiali di biathlon in Svezia, Lisa Vittozzi ha dato una ulteriore dimostrazione di grande maturità: subito fuori al primo poligono dalla lotta per le medaglie, a causa di tre errori con conseguenti giri di penalità, la 24enne di Sappada non ha ceduto e s’è scatenata in una clamorosa rimonta che dal 28º posto, a 1’17’’ dalla svedese Oeberg, la lepre del momento, di risalire la china per chiudere alla fine 8ª a 1’11’’ dalla Wierer. Un piazzamento che le consente di rimanere in testa alla classifica di Coppa del mondo, anche se appaiata alla Wierer: nelle ultime tre gare delle finali di Coppa di Oslo-Homelkollen dei prossimi giorni sarà dunque sfida esaltante fra le due azzurre che si disputeranno il primato.
La medaglia d’argento l’ha conquistata la russa Ekaterina Yurlova-Percht (a 4’’9), mentre la medaglia di bronzo ha premiato la tedesca Denise Herrmann (a 15’’4). Dorothea Wierer, con questa vittoria, ha regalato all’Italia una medaglia d’oro che mancava da 22 anni (l’ultimo a vincerlo fu Wilfried Pallhuber nel 1997) ed è anche il primo per una donna. E gli azzurri, ieri sera, hanno voluto sottolineare la storica giornata vincendo anche la mass start degli uomini. Dominik Windisch, compaesano di Doro che è di Rasum (Bolzano), è riuscito nell’impresa di sorprendere tutti i più forti nel finale e a conquistare un oro che rende indimenticabile la giornata del biathlon nazionale.
Così ha raccontato il suo capolavoro Dorothea: «Sono felicissima di essere riuscita a vincere il mio primo titolo mondiale. Sono molto contenta di aver trovato tre zeri consecutivi visto che ho avuto molti problemi al tiro in questi Mondiali, peccato per i due errori all’ultimo poligono che mi hanno costretta a soffrire un po’ di più nell’ultimo giro». E aggiunge la dedica: «Quest’oro forse arriva anche perché non avevo aspettative dopo la congestione allo stomaco che mi ha impedito di partire nella staffetta, mi dispiace molto per le ragazze perché avremmo potuto fare davvero bene e questa medaglia la dedico a loro, perché la meritano anche loro. Dopo i due errori al poligono non ero sicura di uscire ancora prima dai giri di penalità, sapevo di avere un margine di trenta secondi al quarto poligono, quando mi hanno detto che avevo ancora dieci secondi di vantaggio, sapevo che la Yurlova non è un fulmine sugli sci e che potevo farcela, anche se non ero sicurissima perché non ero al meglio sugli sci. Ma sono davvero soddisfatta di me stessa».
Lisa Vittozzi, il suo capolavoro l’ha fatto nelle due serie di tiri in piedi: dieci tiri e dieci centri. Al comando della generale di Coppa del mondo, le due azzurre hanno entrambe 852 punti, contro i 753 della norvegese Marte Olsbu Roeiseland, ma Lisa è stata costretta a cedere alla Wierer il pettorale giallo perché può vantare una vittoria in più. Ma considerando gli scarti che dovranno essere fatti a fine stagione, in realtà è la Vittozzi a essere ancora virtualmente al comando, perché al momento le vanno sottratti 28 punti contro i 36 della Wierer.
Calato il sipario sui Mondiali, tutta l’attenzione a Oslo dove giovedì si disputa la sprint, sabato l’inseguimento e domenica la mass start. Tre gare per decidere a chi andrà il prestigioso trofeo da disputare proprio in casa della rivale Roeiseland. —
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