In coda non vanno veloci: l’Udinese cambia obiettivo

UDINE. A voler essere ingenerosi verrebbe da dire che è un campionato a “ciapanò”. Per essere più gentili si può definirlo poco competitivo. Più passano gli anni e più il torneo di serie A vede crearsi un divario sempre più ampio tra le ultime della classe e il resto del gruppone. Stavolta, però, si sta esagerando.
Il confronto. Un dato è più esplicativo di qualunque altro: la somma dei punti messi assieme dalle ultime tre in classifica. Due anni fa alla 15ª giornata erano 27, la passata stagione erano saliti a 30, nel campionato in corso siamo scesi a 20. Pescara 8 (ma 3 a tavolino), Crotone e Palermo 6 dice l’attuale graduatoria.
Alla stessa quota di calabresi e siciliani viaggiava un anno fa il Verona davanti al quale c’erano il Carpi (10) e il Frosinone (14). Nel campionato 2014-2015 fanalino di coda era il Parma (7), un gradino più sopra (8) era posizionato il Cesena, a quota 12 ci stava il Cagliari.
Verdetto annunciato. A guardare la classifica alla 15ª giornata confrontandola con quella della 38ª si scopre che ci era nelle ultime tre posizioni a quattro gare dal giro di boa lì è rimasto fino alla fine retrocedendo.
Oggi a guardare la classifica viene da pensare che l’unica squadra, a meno di altri tracolli improvvisi, che non può sentirsi al riparo è l’Empoli fermo a quota 10.
Cammino bianconero. Oggi l’Udinese ha un cuscinetto di dieci punti sulla terz’ultima, due anni fa era di nove (21 contro i 12 dei Cagliari), lo scorso anno solamente quattro.
La squadra di Colantuono, però, alla terz’ultima e alla penultima giornata riuscì a fare bottino pieno con Torino e Atalanta salendo a quota 24 prima dell’ultima trasferta dell’andata a Modena contro il Carpi dove comincerà il declino del “Cola”.
Colonna di sinistra. Considerata l’attuale classifica il rischio di cali di tensione per l’Udinese – visti anche i precedenti delle ultime stagioni – è altissimo.
Dovrà essere bravo Gigi Delneri a tenere alta la soglia dell’attenzione e a saper motivare i suoi giocatori. Se alla fine del girone d’andata Danilo e compagni allungheranno il vantaggio sulle ultime della classe, bisognerà guardare la classifica verso l’alto.
Porsi nuovi obiettivi non significa per forza di cose puntare a un posto in Europa, al momento onestamente fuori dalla portata di questa squadra, ma scalare qualche posizione sì.
Finire nella colonna di sinistra della classifica (minimo il decimo posto, quindi) sarebbe già un risultato di lusso pensando a cosa successe non più tardi di sei mesi fa.
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