Il Tour parla sempre più friulano

Dei 18 italiani in gara Cimolai, Gasparotto e De Marchi ancora in evidenza. Ieri crono alla GeenEdge
2013, Trofeo Melinda, Cannondale 2013, De Marchi Alessandro, Fondo
2013, Trofeo Melinda, Cannondale 2013, De Marchi Alessandro, Fondo

UDINE. Non è mai accaduto, diciamo la verità. Tre friulani in evidenza al Tour de France. Tre atleti sempre in prima fila e pronti a dare battaglia, pilastri delle rispettive squadre. La Grande Boucle ieri ha messo in scena la quarta recita, la prima sulla terraferma, con la cronosquadre di Nizza che ha visto la vittoria degli australiani della GreenEdge (quelli del pulmann incastrato) per un soffio davanti al Team Sky e alla Saxo-Tinkoff. La maglia gialla è Gerrans; Froome e Contador, i favoritissimi della corsa, sono divisi in classifica da 6 secondi, un soffio.

Ma dopo la tre giorni in Corsica e la crono in Costa Azzurra un mini bilancio dell’avventura italiana in Francia può già essere tracciato e la truppa friulana senz’altro ha ottenuto la promozione. Piena. Un 7 pronto a trasformarsi in qualcosa di più se nelle prossime due settimane Cimolai, Gasparotto e De Marchi riusciranno ad agguantare il loro sogno: una vittoria di tappa.

Sono 18 gli italiani quest’anno in corsa, una pattuglia ristretta e con nessun candidato a vestire la maglia gialla a Parigi. Il “nostro terzetto” ha già gioato parecchie carte.

Partiamo da Enrico Gasparotto. In un’Astana (ieri 16esima a 55’) senza un leader per la classifica generale, il casarsese, debuttante al Tour nonostante i 31 anni, sta facendo corsa parallela col compagno di camera Fancesco Gavazzi, l’uomo veloce che è riuscito a piazzarsi in un paio di sprint proprio grazie all’aiuto del friulano.

«Qualche pensiero “giallo” l’avevo fatto - ci ha detto ieri dopo la crono - perchè sognavo di vestire la maglia in una delle prime tappe. Ma in Corsica è stato un inferno. Tra cadute, attacchi e tappe combattute sono già soddisfatto di aver portato a casa la pelle». “Gaspa” punta a una fuga buona nelle prossime tappe.

Come Alessandro De Marchi. Grazie a lui la “sua” Buja viene citata in diretta tv ogni giorno. Perchè il “rosso di Buja” è un faticatore cardine per le ambizioni di maglia verde di Sagan. È sempre nel vivo della corsa, tira come un mulo per la Cannondale (ieri a 34’’ dalla GreenEdge), sogna la fuga e i suoi tweet quotidiani per il sito del Messaggero Veneto sono una garanzia.

E Davide Cimolai, che ieri ha trascinato la Lampre-Merida a uno spendido ottavo posto? Quarto in volata nella seconda tappa, è il più in forma della spedizione italiana. E ha solo 23 anni. l futuro è suo.

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