Il magico Natale di Zanutta «Sogno lo sbarco in serie C»

Cjarlins Muzane secondo in classifica, sedici anni fa navigava in Terza categoria «Voglio arrivare tra le prime quattro, stiamo superando le più rosee aspettative»



Il Cjarlins Muzane aveva appena concluso l’andata del suo primo campionato di Terza categoria dopo la fusione avvenuta in estate tra le realtà calcistiche dei due Comuni della Bassa friulana. Sedici anni dopo, sotto l’albero di Natale, il club celestearancio ha scartato il regalo del secondo posto in classifica nel suo girone di serie D, consolidandosi al quarto posto della gerarchia regionale dopo Udinese, Pordenone e Triestina. Artefice di questo travolgente cammino il presidente Vincenzo Zanutta, classe 1970, notissimo imprenditore nel settore edile e termosanitario, in carica fin dalla nascita della società, che non nasconde il suo orgoglio per i risultati raggiunti dalla sua creatura calcistica. «Avevo posto come obiettivo di fine stagione - gongola - un piazzamento tra le prime quattro, e questo secondo posto va quindi oltre le più rosee aspettative anche se sappiamo che il cammino è ancora lungo e duro. Questo risultato premia gli sforzi di tutta la società, fatta di dirigenti, giocatori, tecnici e collaboratori, senza dimenticare il supporto del nostro gruppo di tifosi “Chei de ringhiere” che ci segue sempre con entusiasmo anche in trasferta. Non mancano poi il cuore e l’attaccamento alla maglia, rappresentate come meglio non potrebbe dal nostro capitano Gianluca Migliorini».

Cosa rappresenta il calcio per Vincenzo Zanutta?

«Una componente della mia vita iniziata quasi per scherzo tra un gruppo di amici. Ho smesso con il calcio giocato a 19 anni per impegni di studio, ma sono rimasto legato a un mondo che ho sempre sentito mio. Poi, una volta intrapresa la via dirigenziale, sono rimasto inevitabilmente, ma anche piacevolmente, intrappolato in un meccanismo che ti integra finendo per importi scelte nelle quali comunque credi».

Come nasce il “fenomeno” Cjarlins Muzane?

«Il passo iniziale è stato semplice, perchè non si è trattato di far altro che riunire realtà ormai in fase decadente. Quando le cose sono cominciate a girare bene sono riemerse alcune gelosie di stampo campanilistico, ma man mano che il nostro cammino ha acquisito una certa consistenza si è compreso che altro non si trattava che di unione di sinergie territoriali utili a tutti. Ora si parla di noi come di squadra della Bassa friulana, rappresentando bene la realtà».

Nell’organigramma ci sono ancora figure della prima ora...

«Io, mio fratello Gianluca, Marino Battistella, Fernando Targato e il compianto Massimo Zanutta abbiano sempre rappresentato lo “zoccolo duro” della società. Sarò loro sempre riconoscente, e usciranno dai quadri dirigenziali solo se non se la sentiranno più. Per quanto mi riguarda saranno sempre dei nostri».

La sua squadra non ha mai conquistato due promozioni consecutive. Caso o scelta ponderata?

«Il calcio è fatto di maturazione complessiva. Non ha senso inseguire il salto di categoria a tutti i costi, ma bisogna farlo quando si è in grado di sostenerlo a livello di strutture, dirigenza e componenti tecniche. Non secondaria è stata anche la crescita della mia azienda, fondamentale per il sostegno dello sviluppo calcistico».

Come si concilia a questi livelli famiglia, lavoro e calcio?

«Lavoro fino alle 20 per l’azienda e la sera per il calcio. Non finirò mai di ringraziare mia moglie Carla per il sostegno che mi offre, visto che alla famiglia riesco a dedicare solo spiccioli di tempo. Un minutaggio comunque inferiore a molti dei “fuoriquota” che mandiamo in campo...».

A livello di settore giovanile siete ormai un riferimento imprescindibile...

«Questo è un aspetto ciclico, e dopo altre piazze ora tocca a noi. In nostro merito è quello di non aver attuato un processo di aggressione ad altre realtà, ma crescendo dal basso con umiltà siano diventati attrattivi. I risultati dimostrano che abbiano lavorato nella direzione giusta, che resta il perseguimento del bene dei ragazzi».

Qualche rimpianto in questo cammino?

«È chiaro che si può fare sempre di meglio, perchè è questo che penso ogni giorno che mi alzo dal letto. Grosse recriminazioni non ne ho, anche se non nascondo che mi brucia ancora il modo in cui abbiamo mancato con la Juniores i playoff nazionali nella passata stagione».

Qual è l’orizzonte futuro del Cjarlins Muzane?

«Godiamoci il presente, ma non nascondo che l’obiettivo è lo sbarco nel professionismo, in serie C. E per conseguirlo già dalla prossima stagione vorremmo gettare le basi per tagliare questo traguardo». —



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto