Giro d’Italia: ancora una beffa per Jonathan Milan, Magnier concede il bis a Sofia
Il velocista friulano parte ai 300 metri ma viene rimontato dal belga nell'ultima tappa bulgara. Tra errori di tempismo e un treno Lidl-Trek che non decolla, Milan mastica amaro: «Ho anticipato troppo»

Un’altra beffa, che però nasconde un problema. Jonathan Milan (Lidl Trek) non riesce a rompere il ghiaccio in questo Giro d’Italia. Dopo la sconfitta nella tappa d’esordio di Burgas, dove è finito quarto gettando alle ortiche la possibilità di indossare la prima maglia rosa, ieri a Sofia, ultima frazione della corsa rosa in terra bulgara prima del trasferimento di domani in Italia, allo sprint il friulano è stato ancora beffato dal belga 22enne.
Stavolta il corridore della Lidl Trek è partito con la sua solita potenza, ma troppo presto ai 300 metri e Magnier l’ha battuto sul traguardo.
È partito troppo presto il friulano? Decisamente si, ma soprattutto ancora una volta è sembrato troppo solo nel finale. Chi gli tira la volata? Nessuno, perché Simone Consonni che dovrebbe essere il suo ultimo uomo ha perso il suo velocista e Milan, negli ultimi km non viene preso per mano da un corridore più esperto. E Magnier, in grande forma, è stato più agile di lui nel finale trovandosi meglio con quel tipo di terreno, porfido e non asfalto negli ultimi metri.
«Ho sbagliato la volata ha detto alla fine difendendo il team – sono partito troppo lungo, abbiamo fatto un bel lavoro di squadra e fatto tutto quello che avevamo previsto. Forse ho anticipato troppo la curva, pensavo che l’imbocco fosse più vicino dall’arrivo e non sono riuscito a prendere la velocità giusta per prendere il tratto di pavè davanti. Non mi demoralizzo per due sconfitte, ma penso a rifarmi nelle prossime tappe, a vincere e a divertirmi. Mi sto sentendo sempre meglio giorno dopo giorno», ha detto.
Insomma, Milan è partito troppo presto, ai 300 metri, ma la Lidl Trek, squadrone da 40 milioni di budget, a confronto di team compatti e che lavorano pancia a terra per il loro velocista come la Unibet di Groenewegen e ovviamente la Soudal di Magnier, sembra due spanne indietro.
Magnier è finora il velocista più forte di questo Giro. «Milan è partito lontano – spiega – quando è partito me la sono vista brutta con tutta la sua potenza, ma il tempismo era decisivo e alla fine sono riuscito a vincere».
Chapeau. Domani giorni di riposo, la carovana stasera torna in Italia e sbarca a Lametia Terme. Si riparte martedì con la Catanzaro-Cosenza con Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta) sempre in maglia rosa.
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