Gattuso: Pordenone come il Leicester

Parole al miele per Tedino e Lovisa. Ma col club nerazzurro i rapporti sono tesi

PORDENONE. Pordenone come il Leicester, fresco di titolo in Premier league, e l’Hibernian, che ha appena alzato la coppa di Scozia. Paragoni importanti, che arrivano forse da chi non t’aspetti.

Ad accostare i neroverdi alle due storiche rivelazioni del calcio anglosassone è, infatti, Gennaro Gattuso, l’allenatore del Pisa che domenica contenderà ai neroverdi l’accesso alla finalissima dei playoff di Lega Pro.

L’ex “Ringhio” milanista, nonché campione del mondo azzurro nel 2006, non ha lesinato gli elogi al club cittadino in una intervista rilasciata a Telefriuli, condendo le citazioni inglesi con la dimostrazione di una dettagliata conoscenza del pianeta neroverde.

«In Lega Pro – ha dichiarato Gattuso – non si trovano altre realtà che come il Pordenone possono vantare un centro sportivo con 4 campi di allenamento, garantendo che i giocatori consumino assieme i pasti e facciano così gruppo».

Parole al miele anche per il collega Bruno Tedino: «E’ un allenatore capace, molto bravo a lavorare con i giovani. A Pordenone sta dimostrando che con la competenza e buttando il cuore oltre l’ostacolo si possono ottenere importanti traguardi anche in realtà di provincia».

Non è mancato un riconoscimento ai sacrifici compiuti dal presidente Mauro Lovisa e dagli altri soci per mantenere i ramarri nei professionisti, dopo la retrocessione della scorsa stagione.

«Un presidente che spende 500 mila euro a fondo perduto – ha commentato ancora il tecnico del Pisa – per salvare la propria società fa bene all’intero mondo del calcio».

Insomma, Gattuso si prepara a un’accoglienza sulle rive del Noncello degna dei suoi trionfi da calciatore, proprio mentre a Pisa divampa una polemica sul suo ruolo nel nuovo progetto di un college che coniughi calcio e studio.

L’allenatore nerazzurro, infatti, ha preso le distanze, ovvero ha negato con una nota dei suoi avvocati di essere il testimonial dell’iniziativa portata avanti dalla proprietà (una parte, quella riconducibile alla società Terravision) del club toscano, che mira a creare una scuola di talenti senza uguali in Europa, con il coinvolgimento delle famiglie locali.

Una “dicotomia” che conferma l’aria di divorzio già da tempo ventilato. A prescindere da come andrà la corsa alla serie B e la prossima (decisiva) tappa dello stadio Bottecchia. (p.s.)

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