Gruppo, scorer e rimbalzi: ecco le chiavi della vittoria dell’Apu a Desio
L’analisi del successo che Udine ha conquistato nella sfida contro Cantù. I bianconeri si sono dimostrati più squadra rispetto ai brianzoli. Grande reazione nel supplementare e la coppia Battle-Valentine funziona

Altro che pallacanestro, il match fra Cantù e Udine è stato “Lunedì cinema”. Sigla firmata da Lucio Dalla, come ricorderanno i boomer, mentre la sceneggiatura è degna del miglior Alfred Hitchcock, il maestro del brivido. La partita l’Apu l’ha vinta, poi l’ha buttata, l’ha persa e infine se l’è ripresa, con cuore, intelligenza e sangue freddo.
Quattro punti in classifica dopo due turni sono grasso che cola, ma la strada è lunga e i piedi vanno tenuti saldi a terra. Vediamo i segnali positivi e quelli negativi di questa prima trasferta in Brianza.
Il gruppo
L’Old Wild West ha battuto Cantù perché è in questo momento è più squadra. Vertemati ha ruotato nove uomini ottenendo da tutti o quasi un contributo prezioso nell’arco dei 45’ di gioco.
Ne avevamo parlato in sede di presentazione della gara: l’Apu è più avanti nel percorso e si giova anche della presenza di giocatori che conoscono bene il basket italiano, la compagine di Vitucci è un cantiere aperto e non è un caso se è rimasta aggrappata alla partita con Moraschini, Christon e Flagg, che la serie A la conoscono già.
I nuovi americani Miles, Brown e Gravett sono ancora degli oggetti misteriosi (14 punti in tre, del terzo si parla già di rischio taglio), score di 0/9 per i brianzoli fra pre-season e campionato.
Carattere
Gettare alle ortiche la vittoria da +5 nell’ultimo minuto dei tempi regolamentari, per di più in trasferta, avrebbe mandato ko psicologicamente molte squadre. Brava l’Apu a non abbattersi, nemmeno quando Sisko è uscito per falli.
Bravo in particolare Calzavara, capace di resettare in fretta la sciagurata palla persa che ha consentito ai canturini di acciuffare per la coda il supplementare.
La fascia di capitano porta con sé ulteriori responsabilità, l’esterno di Gallarate non ha paura e con freddezza glaciale ha battuto nell’uno contro uno Christon firmando il sottomano della vittoria. Un plauso a Vertemati: in molti si aspettavano uno schema per mandare al tiro uno fra Battle e Valentine.
Le certezze
A proposito di Battle e Valentine: 21 punti di media il primo, 17 il secondo in quest’assaggio di campionato. Sono gli uomini con punti nelle mani e buona parte delle fortune di Udine dipendono da loro. Il fatto che abbiano ingranato bene è un segnale positivo, soprattutto se pensiamo alla fatica che hanno fatto l’anno scorso i pari ruolo Brewton e Dawkins.
È un’Apu con certezze nuove e non solo: un fattore determinante per la vittoria di Desio è stata la presenza a rimbalzo, in particolare quello offensivo. I bianconeri erano ai vertici in questa statistica nella passata stagione e si stanno confermando: terzi dietro a Verona e Trento con 15,5 carambole in attacco a partita.
Il difetto
In molte cose si può ancora migliorare, ne sottolineiamo una: le palle perse, no ancora troppe. Ben 17 contro Scafati, 16 contro Cantù. Più di qualcuna per troppa frenesia. Contro team di livello più alto, certi errori si pagano. Bisogna lavorarci su.
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