Serie A, l’analisi di Guidolin: «L’Inter è davanti a tutti»

Il tecnico veneto fa le carte al torneo che scatta sabato 22 agosto: «I nerazzurri sono i favoriti, hanno vinto e sono in fiducia. Sia il Milan che la Juventus hanno fatto acquisti mirati»

Massimo Meroi
Francesco Guidolin con la Panchina d’oro vinta nella stagione 2010-2011
Francesco Guidolin con la Panchina d’oro vinta nella stagione 2010-2011

Francesco Guidolin fa le carte al campionato.

Il tecnico di Castelfranco Veneto, che con l’Udinese conquistò l’Europa quattro volte su cinque, vede l’Inter grande favorita per lo scudetto, pronostica il Como ancora protagonista dell’alta classifica e sostiene che Udinese e Fiorentina hanno per motivi diversi la possibilità di fare un torneo da protagoniste.

Guidolin, l’Inter campione d’Italia è ancora davanti a tutti nella griglia scudetto?

«Direi di sì. Sa come si vince e dopo l’ultima stagione sarà ancora più in fiducia».

Sorpreso da Chivu?

«Sì perché non è facile arrivare subito in una grande squadra e vincere. Ha imparato in fretta. E comunque bravi anche i dirigenti che gli hanno dato l’opportunità».

L’Inter aveva puntato su Palestra per sostituire Dumfries, poi il ragazzo ha preferito il Chelsea. Un problema per il calcio italiano?

«Sarebbe sempre meglio tenerceli in casa i nostri ragazzi, ma per la Nazionale può essere un bene: va a fare il titolare nel campionato più competitivo e lì potrà crescere ulteriormente».

Il Napoli ha sostituito Conte con Allegri come accadde alla Juve 14 anni fa.

«Stiamo parlando di due grandi allenatori. Uno ha vinto a Napoli, Allegri ha la possibilità di fare altrettanto bene perché avrà una squadra competitiva».

Il Milan dopo aver comprato molto negli ultimi anni ha cambiato strategia: pochi acquisti, costosi, ma mirati. Che ne pensa?

«Sulla carte si tratta di una buona soluzione, poi bisognerà vedere se sarà confermata quando la palla comincerà a rotolare sul campo. Amorim? Allo United aveva una situazione complicata da gestire, credo se la squadra lo seguirà potrà fare bene al Milan».

A proposito di acquisti mirati, anche la Juve si è mossa molto, le manca solo il centrocampista di qualità non facile da trovare...

«Sono d’accordo. Credo che il valore aggiunto della Juventus possa essere Spalletti. È vero che in campo ci vanno i giocatori, ma un bravo allenatore conta sempre».

Che idea si è fatto della Roma?

«Bisognerà vedere come si concluderà il mercato. Riuscire a trattenere Kone sarebbe già un grande colpo. Io credo che la società debba seguire Gasperini, lui è andato a Roma con l’obiettivo di provare a vincere».

Il Como ha fatto grandi investimenti. Secondo lei potrà lottare per lo scudetto?

«Difficile dirlo, di sicuro resterà in corsa per i primissimi posti. La società spende, ma è anche lungimirante nelle scelte dei giocatori e del tecnico».

L’Atalanta ha cambiato filosofia di gioco puntando su Sarri. Servirà del tempo per vedere i nerazzurri calati nella filosofia del nuovo tecnico?

«Premesso che in Italia non ti danno tanto tempo, i giocatori dell’Atalanta sono di livello e non ci metteranno molto per capire cosa gli chiede il loro tecnico».

Juventus e Milan possono conquistare l’Europa League?

«Bisognerebbe chiederlo a Emery specialista nel vincere questo titolo. Non sarà facile perché poi in fondo a questo torneo arrivano degli squadroni».

In Champions League la nostra squadra più accreditata, l’Inter, ha un divario quasi incolmabile rispetto alle solite Psg, Real Madrid, Barcellona, City, Arsenal, Bayern e via dicendo. Non trova?

«C’è differenza ma secondo me l’Inter può crescere e ridurre un po’ il gap».

Torniamo in Italia: tra le squadre di centro classifica chi può fare meglio?

«Il cuore mi dice Udinese. Con una programmazione che viene da lontano in Friuli si parte da una base importante, i 50 punti conquistati lo scorso anno. Spero poi faccia bene la Fiorentina di Grosso, un ragazzo al quale sono molto affezionato per averlo lanciato a Palermo».

Davis-Zaniolo è una delle migliori coppie d’attacco della Serie A?

«Mi piace molto. Zaniolo lo scorso anno ha fatto bene, ma non benissimo. Io credo che il suo potenziale sia superiore, quella che va a iniziare può essere la stagione della sua definitiva consacrazione».

Anche in Nazionale?

«Credo di sì. Mancini gli offrirà un’occasione».

A proposito di Nazionale, come valuta l’elezione in Figc di Malagò e le scelte di Ranieri e Mancini?

«In Italia il problema del calcio non sono gli uomini, ma le regole. Bisogna cambiarle per dare più spazio ai nostri ragazzi e ridurre il numero delle squadre per dare più tempo al ct di lavorare con i giocatori».

In Serie A dodici proprietà su venti sono straniere e in alcuni casi i proprietari delle società sono i fondi che antepongono l’aspetto economico a quello sportivo?

«Negli ultimi anni è cambiato tutto e non solo in Italia. Credo che ci debba essere sempre un senso di appartenenza per chi fa calcio».

Capitolo corsa per la salvezza: nel recente passato due neopromosse su tre sono tornate subito giù. Stavolta?

«Mi aspetto una grande lotta. Non c’è nulla di scontato».

L’Udinese ha rifiutato 30 milioni da Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen per Palma, classe 2008. Se Gino Pozzo le venisse a riferire la cosa come si comporterebbe?

«Ho sentito parlare un gran bene di questo ragazzo. Recepirei il messaggio e troverei il modo di farlo giocare».

Sarà il primo campionato senza Osvaldo Bagnoli che lei ben conosceva. Un pensiero?

«È stato un uomo importante per me sia quando giocavo che quando ho cominciato ad allenare. Ho preso ispirazione da lui, i suoi piani partita prevedevano che si puntasse sempre alla vittoria. Mi ha dato tanto».

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