Borse piene di escrementi fuori dal campo: i giocatori dell’Aquileia protestano per i rimborsi spese non pagati
Clamorosa protesta dei calciatori del club appena promosso in Prima Categoria. Spunta anche uno striscione: “Se non le riempite voi, le riempiamo noi». Il presidente: comprendiamo il disagio, ma così non si fa

Borse da calcio riempite di escrementi e poi lasciate in fila davanti al cancello di accesso al campo di Aquileia, con tanto di striscione improvvisato “Se non le riempite voi, le riempiamo noi” diretto alla società, rea di non avere ancora saldato i rimborsi spese attesi dai giocatori. Ha del deplorevole il gesto di protesta inscenato dalla prima squadra dell’Aquileia Sedes Sport che ha deciso di inscenare una clamorosa protesta, scegliendo il modo peggiore per far parlare di sé.
Perché non può esserci motivazione tale a giustificare il gesto che in un amen fa passare tutto dalla parte del torto. Tutto sì, perché anche se i tesserati dell'Aquileia devono ancora ricevere dei soldi da mesi, è impensabile che possano restare ancora dalla parte della ragione dopo aver vilipeso il nome del club per il quale hanno giocato e vinto la scorsa stagione, salendo in Prima categoria, e pure loro stessi, nonostante si siano almeno presi la responsabilità di rivendicare il gesto con una lettera aperta al presidente Gioele Magaldi, l’imprenditore visionario che attraverso la Sedes ha rilevato l'Aquileia dal 29 ottobre ’25, saldando i debiti pregressi e presentandosi con programmi stellari, dallo stadio alla voglia di salire di categoria in categoria fino al professionismo, per poi sparire nel nulla, senza neanche presentarsi alla cena promozione.
Così hanno scritto i giocatori (tutti svincolati al 30 giugno) nella lettera aperta in cui hanno marcato le promesse tradite («non riceviamo alcun rimborso spese da novembre 2025») e la mancata programmazione della prossima stagione sportiva “svanita nel nulla”.
Per contro, la società si è difesa con una segnalazione ai Carabinieri prima del comunicato affidato ai social firmato dal presidente vicario Paolo Goat: «Comprendiamo le ragioni e il disagio di qualcuno, ma esistono modalità civili e rispettose per manifestare il proprie ragioni. Quanto accaduto rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti della società». Goat ha anche ammesso i ritardi dei rimborsi dovuti ad alcune problematiche avute dalla società operante nel settore dell’idrogeno che ha scelto di investire nel territorio di Aquileia e nella sua realtà sportiva.
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