Benatia sereno: la diffida non mi condizionerà

«Sono un difensore e se vado in campo pensando di evitare l’ammonizione sbaglio tutto»
Il francese dell'Udinese Benatia Al Mouttaqui Medhi Amine esulta per il gol dell'1 a 0 per la squadra friulana, questo pomeriggio 24 0ttobre 2010 allo stadio Friuli di Udine, durante la partita Udinese - Palermo. ANSA/ALBERTO LANCIA
Il francese dell'Udinese Benatia Al Mouttaqui Medhi Amine esulta per il gol dell'1 a 0 per la squadra friulana, questo pomeriggio 24 0ttobre 2010 allo stadio Friuli di Udine, durante la partita Udinese - Palermo. ANSA/ALBERTO LANCIA

UDINE

Medhi Benatia è uno dei quattro diffidati, assieme a Di Natale, Asamoah e Cuadrado, che si presenteranno domani al Bentegodi sapendo che un’ammonizione potrebbe costare loro la squalifica in vista dell’ultima di campionato col Milan. Il particolare non è di poco conto perché non serve certo uno psicologo per comprendere quanto il rischio squalifica potrebbe incidere anche inconsciamente sulla prestazione di Verona, dove l’Udinese non può e non deve risparmiarsi. Cosa fare allora? Lo spiega Benatia, la cui risposta lascia intendere lo spirito di gruppo che regna all’interno dello spogliatoio bianconero. «Se comincio la partita pensando di non prendere un giallo, allora sbaglio tutto. Sono un difensore e non posso fare calcoli. L’unico calcolo da fare è che alla fine mancano due partite e sono due partite da vincere. Conta vincerle e non chi le gioca. È vero, abbiamo perso Coda, ma ci sono compagni di qualità come Angella o Ekstrand, quindi se sarà ammonito non sarà un problema».

Ecco il rimedio, una mentalità che trasmette forza pura e fiducia, proprio le qualità su cui Benatia ha fondato la sua magica stagione, costruita mattone su mattone con abnegazione e affidabilità. «Non sono più una sorpresa, sono migliorato giocando molto a fianco di grandi campioni e ho sfruttato l’opportunità. Non mi immaginavo una stagione del genere e non mi aspettavo di giocare 32 partite essendo in corsa per la Champions, ma la squadra è molto maturata grazie a Guidolin e adesso abbiamo la possibilità di realizzare qualcosa di grande». (s.m.)

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