L’Apu regala una volta, due no: vittoria a Desio
Udine vince in trasferta contro Cantù dopo qualche spreco di troppo: Moraschini sulla sirena realizza la tripla che porta le squadre all’overtime; Calzavara firma il sorpasso, l’ex Christon sbaglia l’ultimo tiro allo scadere

A Desio l’Apu perde la partita nell’ultimo minuto due, tre, forse quattro o cinque volte, regala a Moraschini la tripla del pareggio, poi, quando sembra morta, con il migliore Battle fermato dai crampi da minuti, la vince con cuore e una testardaggine che sono un timbro indelebile in un campionato durissimo.
Finisce 85-84 all’overtime con Calzavara che si fa perdonare i regali nel finale dei regolamentari con un canestro stellare.
Che partita, nel primo quarto Udine non è timida nella bolgia del PalaDesio anche grazie a Battle e McGlynn da sotto. Primo quarto 20-18, Cantù sorpassa con una tripla forzatissima di Moraschini con la mano in faccia di Battle, il migliore dei suoi. Meglio lui di Valentine con quel retrogusto amaro di un’Apu che avrebbe potuto capitalizzare meglio il buon avvio. E siamo solo all’inizio. Il 12-2 di parziale non scoraggia Udine. Il secondo fallo (che non c’era) di Sisko complica maledettamente le cose. Tocca al varesino Calzavara, ma Valentine fuori partita. Però finchè un sontuoso Battle fa pentole (in difesa) e coperchi (in attacco), 19 punti nel primo tempo, 24 alla fine - Udine resta lì.
Signori questo difende, eccome se lo fa. Pure contro il professor Christon che quando vuole sa come segnare e a Udine lo sanno bene. È il duello della partita, perché da sotto McGlynn e Spencer fanno il loro nonostante un sorprendente Okeke. Intervallo: 36-36 con ancora quel retrogusto amaro d’una occasione sprecata, quel parzialino a metà quarto andava capitalizzato meglio. Invece le 8 palle perse sono una zavorra.
Se Sisko magari riesce ad accendere Valentine, Udine ce la può fare. Date una mano al povero Battle per carità. Toh, una tripla di Valentine, 4 punti di Sisko, se fermi il professore… I tre falli di Mobio non aiutano. Triplona dell’ex Bucarelli (56-51) al tramonto del quarto, che poi però fa fallo sul tiro da tre di Flagg.
Ogni volta che Udine prova a scappar via qualcosa la frena. Palle perse (14 dopo 30’, troppe), falli evitabili, tiri da sotto sbagliati (4): con quel campionato di milionarie tra le umane i punti valgono quadruplo già alla seconda giornata. Fine terzo quarto 58-56 Apu.
“Dai ragazzi noi ci crediamo”, cantano dallo spicchio. Bravo McGlynn, anche in attacco. Schiaccione di Bendzius. Tripla del chitarrista Denzell. Niente Calzavara si incarta. Il leit motiv della serata è questo, anche perché a 6’ dalla fine Udine è in bonus Cantù ha zero falli: possibile? Il vice coach Gerosa si gira verso Conti e l’ambassador Michele Antonutti: un solo fallo loro? Udine a 6’ dalla fine è avanti 69-64.
Alleluia, un fallo contro Cantù. Spencer, dalla spazzatura, Battle esce con i crampi, ci mancava anche questa, anche perché Bendzius non riesce a tenere Grazulis e ha la mano fredda sul più bello. L’Apu non scappa e il basket in questo, specie se giochi in trasferta, è crudele.
Calzavara: 2+1, 74-69 Apu a 3’ dalla fine. Valentine prova a uccidere la partita: non va. Forse esagera. Prendere o lasciare, Denzell è così.
Un rimbalzo in attacco di Spencer è vitale. “Alè Udine alè”, cantano. A 1’11” Mobio segna solo un libero: 75-70. Moraschini risponde da tre, super. Il chitarrista sbaglia. Dall’altra parte Flagg a 25” dalla fine segna un solo libero: 75-74 Udine. Fallo su Valentine. Denzell olè dalla lunetta: 77-74 Apu. Battle con i crampi non ce la fa, trepida. Succede di tutto: Cantù sbaglia, Calzavara invece di accucciarsi con la palla e aspettare il fallo la butta via. Moraschini tira da tre, la palla gira intorno al ferro ed esce. A 3” Cantù attacca ancora. E Moraschini stavolta pareggia: che mazzata. Perché non è stato fatto fallo prima? Errore madornale. Esulta sotto di noi. Con questi regali adesso vincere pare impossibile.
Overtime dal 77-77. Udine resta aggrappata, ha cuore, Bendzius sbaglia due trippe di fila per il sorpasso. Eppure l’Apu a 6” è sotto 84-83. Miracolo di Calzavara in entrata, con fallo non fischiato: 84-83 a 2”3” dalla fine. Caoch Vertemati viene verso di noi: “Non guardo”. Fai bene coach, Christon sbaglia.
Fiuuuuu.
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