Più atletismo e talento: l’Apu ha già i suoi tesori

Il Memorial Pajetta nonostante le sconfitte ha dato preziose indicazioni. Più Battle che Valentine, che però deve ancora raggiungere la forma migliore. I lunghi hanno fatto fatica in attacco, ma se la sono cavata a rimbalzo

Giuseppe Pisano

 

I risultati non hanno sorriso all’Apu, ma il 10° Memorial Pajetta ha dato diverse indicazioni positive alla squadra bianconera, quando mancano venti giorni al debutto in campionato contro Scafati. Detto che le amichevoli di pre-season lasciano il tempo che trovano, vediamo quali sono le prime impressioni di settembre.

Le note liete

La nuova Apu ha confermato sul campo di avere un paio di caratteristiche che l’anno scorso le mancavano: ha più punti nelle mani e ha anche maggior atletismo. RaeQuen Battle, già brillante nel primo test di Gonars contro Mestre, ha confermato di essere un giocatore esplosivo e di avere un buon tiro (16 punti e 8 rimbalzi di media nel weekend), Denzel Valentine ha fatto intravedere le sue doti di scorer contro la Reggiana (20 punti) dopo la difficile serata contro un Paok fisicamente straripante, complice il ritardo nella preparazione atletica.

Saranno loro due le principali bocche da fuoco di Udine in campionato. Le buone notizie non finiscono qui, perché Andrea Calzavara ha dato l’impressione di essere in continua crescita per quanto riguarda personalità e leadership: l’investitura a capitano ricevuta dai compagni la scorsa settimana è un ulteriore stimolo per l’esterno di Gallarate. Lorenzo Bucarelli e Matteo Cavallero sono due jolly preziosi: il primo è un esterno che può giocare in più ruoli, il secondo è un’ala piccola con un discreto tiro da fuori e la taglia fisica per difendere su avversari di vari ruoli.

In crescita esponenziale il baby Igor Stjepanovic. Il maggior atletismo garantito da uomini come Battle e Mobio ha inoltre permesso a Udine di vincere la sfida a rimbalzo sia con il Paok che con la Reggiana: da sottolineare soprattutto i rimbalzi offensivi in doppia cifra in entrambe le serate.

Da rivedere

Per dare un giudizio sulla fluidità del gioco offensivo di squadra, aldilà dei punti nelle mani dei singoli, serve vedere all’opera il play sloveno Zan Sisko. Nel reparto lunghi c’è chiaramente da affinare la condizione fisica, anche perché è risaputo che i giocatori con una maggior stazza entrano in forma più tardi rispetto ai cosiddetti “piccoli”.

A Nick McGlynn va dato il tempo di migliorare l’intesa con i compagni. Capitolo Bendzius: la sensazione è che in questa stagione avrà un ruolo più defilato nelle rotazioni, anche per una questione anagrafica. Meno minuti, ma di qualità, esperienza e qualche tripla quando serve.

 

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