Apu, il ritorno di Mobio: «Ho accettato perché il progetto è ambizioso»

Dopo cinque anni indosserà di nuovo la maglia di Udine: «Ho lavorato tanto sul mio gioco per migliorare»

Giuseppe Pisano
Joseph Mobio
Joseph Mobio

 

Primo assaggio di Apu per Joseph Mobio. Il giocatore italo-ivoriano ha fatto tappa nel capoluogo friulano per svolgere le visite mediche, visionare il suo prossimo appartamento e fare visita alla sede del club bianconero a Tavagnacco.

Da quella stagione 2020/2021, in cui Mobio vestì la divisa udinese senza riuscire a incidere, sono cambiate molte cose, compresa la categoria. Queste le prime impressioni dell’ala bianconera: «La prima cosa che mi ha colpito è stata casa Apu, che quando ero qui non esisteva ancora. È una struttura davvero bellissima e rappresenta perfettamente quanto questa società sia cresciuta. Poi rivedere il Carnera e la città mi ha fatto riaffiorare tanti ricordi».

In questi cinque anni Mobio è cresciuto molto e ha continuato a giocare in club molto competitivi. Nella prima parte della carriera ha disputato tre finali play-off in A2, vincendone una con Brescia nel 2015 e perdendo quelle giocate con Capo d’Orlando (2019) e Udine (2021). Dopo l’esperienza friulana si è tolto lo sfizio di centrare un tris di promozioni consecutive, con Scafati (2022), Cremona (2023) e Trapani (2024). Nel 2025 ha giocato la finale scudetto persa da Brescia contro Bologna.

Come sia cambiato rispetto a cinque anni fa lo spiega lui stesso: «Oggi sono un giocatore più consapevole. Quando arrivai a Udine avevo poco più di vent’anni ed ero all’inizio del mio percorso. Ho lavorato tantissimo sul mio gioco, migliorando aspetti tecnici come il tiro e tante situazioni offensive che oggi fanno parte del mio bagaglio. Mi sento più affidabile. Allo stesso tempo, però, non ho perso le mie caratteristiche di sempre: aggressività, energia, difesa, rimbalzi e intensità».

Così invece Mobio sui motivi che l’hanno spinto a dire sì alla proposta dell’Apu, dove ritrova Andrea Conti, che ha già conosciuto a Cremona: «Quello che mi ha convinto è stata la fame che ho percepito all’interno dell’ambiente e della società. Ho trovato un ambiente che non si accontenta e che vuole continuare a crescere. Udine è una piazza ambiziosa e credo che ci siano tutte le condizioni per fare un altro passo in avanti».

La nuova ala bianconera è stata accolta a Udine dal solerte team manager Roberto Gavazza, team manager già nella stagione del Mobio 1.0, ma contatti telefonici c’erano già stati con Vertemati e il preparatore atletico Missarelli: «Ho percepito idee molto chiare e tanta voglia di iniziare» ha affermato Mobio «l’Apu è una società molto organizzata e Vertemati è un allenatore di cui ho sempre sentito parlare molto bene».

 

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