L’Apu finisce la benzina: sconfitta contro Reggio Emilia
L’Old Wild West dopo il ko con il Paok perde anche la finalina del Memorialia Pajetta. Luci e ombre come è normale, Valentine cresce, McGlynn da rivedere Udine chiude il terzo quarto avanti di 11 punti poi si pianta sul più bello

Costa cara la benzina di questi tempi, quindi meglio farne poca, ma se finisce si resta a piedi. È quel che è successo domenica all’Apu nella finalina del Memorial Pajetta persa da Udine con Reggio per 74-80.
Niente paura, mancano tre settimane al via del campionato, è con Scafati il 27 settembre che il serbatoio dovrà essere pieno e gli ingranaggi oliati.
Dopo il Paok Salonicco ecco la Reggiana per l’Apu Old Wild West, si comincia a ragionare in ottica campionato contro un avversario è tosto.
Primo quarto: Apu meglio con gli italiani in campo che con Battle e Valentine, il primo è impreciso al tiro da fuori, il secondo deve carburare.
Ci sta, le gambe sono pesanti, i tiri entreranno: 19-18 per Udine, che mostra un paio di cosette utili. La prima: il primo passo di Calzavara può essere un fattore nella stagione, lo si era giù visto l’anno scorso, non a caso l’Olimpia Milano lo ha ingaggiato, ma ora sembra ancor più deciso e incisivo. Vuol dire falli presi, respiro per Sisko, quando verrà, o un’utile spalle. E poi Bucarelli sia con i greci sabato sia domenica ha dimostrato di essere tornato in serie A per restarci.
Secondo quarto, Reggio alza i giri del motore, specie sotto canestro dove ha una fisicità superiore a Udine. Ogbeide, Thor, Echenique nel corso del match sono diventati un fattore. E la domanda è ovvia: Spencer e McGlynn (subito tanti falli, da rivedere), con Mobio, e anche Bendzius, sono abbastanza atletici?
Insomma, il compito per i lunghi nel Vertemati pensiero non cambia, devono far legna.
Dovrebbe cambiare il resto e qui entra in ballo Valentine. Mentre Battle inizia a macinare e conferma che il ds Conti nelle poche partite in cui in primavera l’aveva portato a Cremona aveva visto bene, e Cavallero dimostra di poter stare nell’orchestra, l’ex Nba mostra a 360° quale giocatore sia. In tre minuti tira quel trova, inventa. Deve entrare in condizione, ma Udine ha un’opzione extralusso che non aveva.
Per quel che conta all’intervallo lungo Udine va avanti 42-38.
Si riparte, altre belle notizie: Mobio che dentro e appena fuori dentro l’area mostra bei colpi in attacco e un paio di siluri di Valentine e di Battle. All’Apu riesce tutto. Soprattutto la difesa. Parziale: 67-56.
Ma Reggio non ci sta a perdere e s soprattutto Udine finisce la benzina. La prova ne sono almeno cinque triple sbagliate dai bianconeri soli soletti (tre solo di Battle).
Mettiamola così, meglio spagliarli a inizio settembre quei tiri, che però dall’altra parte Severini non fallisce e porta a Reggio il successo.
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