Di Natale, addio tra le lacrime - Le foto

Conferenza stampa congiunta con Gianpaolo Pozzo prima dell’ultima partita in bianconero. Commozione, ricordi e progetti. “Aver segnato tanti gol con l'Udinese è per me come aver vinto due Mondiali”. Il patron gli apre le porte: “Resti con noi come dirigente”
Udine 14 Maggio 2016 Conferenza Udinese Calcio Copyright Petrussi Foto Press / Bressanutti
Udine 14 Maggio 2016 Conferenza Udinese Calcio Copyright Petrussi Foto Press / Bressanutti

UDINESE. «Non possiamo più sbagliare, dopo questi ultimi due anni. L'Udinese non può salvarsi all'ultima giornata, ma deve arrivare nei primi cinque, sei posti. I nostri tifosi se lo meritano».

Parla in plurale Totò Di Natale, come fosse già un dirigente dell'Udinese. E potrebbe essere proprio questo il suo futuro a Udine dopo la fine della sua carriera giocatore.

Ad ascoltare le sue parole, Gianpaolo Pozzo che, nel corso di una conferenza stampa "congiunta" corsa via tra cori degli ultras e battute spiritose, miste a qualche lacrimuccia, lo ha definito «un campione assoluto, il più forte di tutti i tempi nell'Udinese».

«Ci mancherà molto - ha detto il patron bianconero -, sarà difficile andare avanti senza di lui. Se si sente di continuare qui per lui le porte sono sempre aperte. Lo può fare da calciatore o anche in un altro ruolo. Noi saremmo ben lieti che rimanesse».

Totò dal canto suo ha escluso, comunque, di proseguire la propria carriera sul campo, ma non ha per nulla chiuso alla possibilità di rimanere a Udine.

«Non ho nessuna intenzione di scomparire da qui - ha detto Di Natale -, mio figlio più grande ha pianto quando ha capito che avrei smesso perché non vuole lasciare Udine.

Qui i miei bambini vanno a scuola, ho le mie scuole calcio... Ora voglio godermi questi due mesi di vacanza e poi decidiamo tutti insieme in famiglia.

Udine è casa mia e voglio ringraziare questa gente, perché mi ha sempre fatto sentire uno di loro.

Io dico sempre che qui ho fatto la storia, ma anche che aver segnato tanti gol con l'Udinese è per me come aver vinto due Mondiali».

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