Zico: «La rete alla Roma da manuale del calcio»

La top 10 dei gol al vecchio stadio Friuli. Il Galinho e la prodezza contro i giallorossi dei suoi connazionali Falcao e Cerezo: «Andammo in porta con tre passaggi, Causio mi fece un assist fantastico»
IL SONDAGGIO

UDINE. Tutto in quindici secondi, forse meno, quelli che vanno dall’istante in cui il portiere dell’Udinese Fabio Brini blocca sulla linea il colpo di testa di Pruzzo a quello in cui Zico con un destro secco fulmina l’estremo difensore della Roma Tancredi.

«Fu un gol da manuale del calcio – ha fatto sapere Zico dal Brasile al suo amico Alessandro Scarbolo presidente dell’Udinese club di Orsaria –, andammo in porta con tre passaggi». La rimessa con le mani di Brini verso Edinho, il passaggio lungo la linea laterale del brasiliano a Causio che alza la testa e vede Zico dettargli il passaggio con un movimento in profondità. «Il Barone mi fece un grande assist», ricorda Zico.

Il Friuli esplose come una polveriera. Quel giorno gli occhi dell’Italia calcistica erano tutti puntati su Udine. La Lupa era in testa alla classifica e spettava a Zico fermarla per rendere più interessante il campionato. Obiettivo centrato anche perchè la Juve, nella stessa giornata, tornò alla vittoria con il Verona(3-1) accorciando il distacco dalla Roma.

Fu una domenica da ricordare e da raccontare. Lo stadio era strapieno, l’Udinese subì un po’ l’iniziativa della Roma nel primo tempo, ma nella ripresa furono Causio e compagni a “fare” la partita.

E la splendida rete di Zico fu il giusto premio per gli sforzi fatti dai bianconeri per portarsi a casa i due punti.

Zico, dopo il gol, proseguì la sua corsa sotto un’”impazzita” curva nord e si fermò sulla pista a festeggiare assieme a Causio, Gerolin e Virdis. Al ritorno a centrocampo ebbe un diverbio con Pruzzo che cercò di colpirlo con un calcetto.

«Quando lui segna – dichiarò Zico alla fine al microfono di Giampiero Galeazzi – va a salutare i suoi tifosi, perchè io non posso farlo? Perchè sono brasiliano? C’è una grande invidia nei confronti di Zico».

Il decimo e ultimo gol della top ten nel vecchio Friuli scelta dal Messaggero Veneto è una punizione del Galinho, quella all’Avellino che abbiamo indicato perchè diversa da tutte le altre. Zico la ricorda, ma il pensiero più piacevole per le sue famose parabole rimane quello che si riferisce alla partita di Catania.

«Perchè si è verificato un episodio che non mi era mai capitato in carriera: dopo la mia rete i tifosi avversari mi tributarono un lungo applauso». Mica un caso. Perchè lui era un campione di tutti, non solo dell’Udinese.

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