Udinese, altri 3 punti per blindare l’Europa

Un pari combinato con il successo della Lazio sarebbe fatale per gli obiettivi continentali della squadra friulana che si gioca tutto a Milano con l'Inter 

UDINE. Il cuore a Milano, le orecchie a Trieste. Ecco la serata dell’Udinese. Anche se c’è una via d’uscita collaudata e a prova di vittoria (della Lazio, al Rocco contro il Cagliari) per evitare dividersi in due e soffrire fino al 90’: mettersi un bel paio di tappi e via, battere l’Inter. Guardando ai risultati di questi ultimi mesi, non sarebbe neppure una grandissima impresa, ma si sa che a volte – spesso – i numeri sono bugiardi.

Altrimenti la banda del Guido non avrebbe dovuto scommettere un centesimo sulla propria rimonta europea, sui sette successi consecutivi che l’hanno proiettata al quinto posto, l’ultimo utile per un “pass”, a 90 minuti dalla fine. A questo punto, con l’Inter di fronte, può temere un sorpasso soltanto da parte della Lazio che ha gli scontri diretti favorevoli e che potrebbe scavalcarla anche a quota 64. In questo caso finirebbe sesta, l’Udinese, ma con la speranza di riaprire di nuovo la porta delle coppe proprio attraverso un successo della Lazio nella finalissima di Coppa Italia contro la Roma. Insomma, ci sarebbe ancora uno spiraglio.

Le scelte. Meglio non rischiare. Un appello che rivolgono ai bianconeri anche tutti i deboli di cuore, qui in Friuli. Meglio tentare di far fuori anche l’Inter che, come è stata per gran parte della stagione, è a dir poco incerotatta. La difesa, per esempio, non dovrebbe essere l’immagine della solidità. Ecco perchè il Guido ha limato per tutta la settimana il mirino, pregando di avere a disposizione tutti e due i suoi bomber.

Muriel l’ha recuperato ben presto, Di Natale l’ha rimesso in pista nelle ultime 48 ore, dopo un problemino al polpaccio che consigliava prudenza. sarà nell’undici titolare assieme al colombiano: come a Palermo, Guidolin vuole giocarsi la partita a viso aperto, vuole segnare per poi costringere l’avversaria a mettersi all’inseguimento e quindi scoprirsi di nuovo, una tattica che la squadra di Stramaccioni potrebbe soffrire, tutta raccolta attorno al proprio centrocampo e con solo un bomber d’annata là davanti, Rocchi, considerando che Palacio non ha i 90 minuti nelle gambe (sarà in panchina) e Cassano invece qualche “vitina” in più nella mano destra (colpa di una frattura al secondo metacarpo, già operata), tanto da non essere neppure tra i convocati.

L’undici. Ma torniamo all’attualità bianconera che, dando i numeri – in senso letterale –, è legata al 3-4-2-1 diventato oramai il modulo di riferimento dell’Udinese dall’inizio di marzo, dalla trasferta di Pescara, per la precisione: da allora ha collezionato 26 punti, frutto di otto vittorie, due pareggi e una sola sconfitta a Catania, con una squadra decimata da infortuni e squalifiche. Oggi mancano solo Lazzari e Faraoni. Così è facile immaginare “El jolly de Tucuman”, Max Pereyra, al fianco di Muriel, come secondo trequartista dietro a Totò, sostenuto da una mediana solida, un mix tra esperienza e gioventù: Basta e Gabriel Silva sulle fasce, Allan e Pinzi in mezzo, mentre nelle retrovie Benatia, Danilo e Domizzi proteggeranno la porta di Brkic. Il piano è fatto. Mancano solo gli ultimi tre punti per la terza qualificazione europea di fila.

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