«Sì, ci giochiamo il nostro scudetto»

Guidolin è sereno, ma anche consapevole delle difficoltà: «Pronti a dare tutto, l’Inter resta una squadra di qualità»
Di Massimo Meroi

UDINE. Con uno straordinario sprint composto da sette vittorie consecutive l’Udinese è come quel velocista che sta davanti a tutti ma con gli avversari ancora in scia. Per non farsi risorpassare serve un colpo di reni, ovvero i tre punti con l’Inter. «Siamo a giocarci il nostro sogno - esordisce il tecnico Francesco Guidolin -, quello che per noi rappresenta uno scudetto. Centrare l’Europa per la terza stagione consecutiva sarebbe fantastico, però...».

Però?

L’Inter è sempre l’Inter, è squadra di valore, capacità. Se non hai qualità non indossi quella maglia. Come sempre sarà difficile, ma cercheremo di fare del nostro meglio.

Di Natale vuole esserci a tutti i costi: in questi casi quanto conta la volontà del giocatore?

Ho visto Totò carico durante tutta la settimana nonostante i primi giorni non si sia allenato con noi. Ora mi sembra tutto ok, il capitano sarà al suo posto e speriamo ci spinga in alto.

Come nelle due precedenti stagioni avete due punti di vantaggio sulla Lazio a 90’ dalla fine, ma stavolta il pari non vi basta.

E proprio per questo sarà più difficile. Poi altre complicazioni ce le darà l’Inter che ho visto giocare molto bene contro la Lazio. Non ci resta che concentrarsi su noi stessi, non abbiamo altre strade.

Qualche anno fa fu sul punto di andare all’Inter. Rimpianti?

No, ma allora ci sarei andato di corsa. Fu scelto qualcun altro (Mancini ndr.), nessun problema.

Come si spiega una stagione così deludente dei nerazzurri?

Sono stati molto sfortunati con tutta quella serie di infortuni. Così diventa dura centrare i propri obiettivi per qualsiasi squadra. Ma noi a queste cose non dobbiamo pensare.

Un anno fa lei smebrava molto più stanco e stressato. Come mai?

Stanco lo sono, come anche i miei giocatori, ma nessuno di noi può permettersi in questo momento di pensare a questo. Personalmente, è vero, sono più sereno e sto meglio rispetto a un anno fa.

Quanto le due squadre sono cambiate rispetto alla partita dell’andata?

Parlo per noi: ci conosciamo meglio, siamo cresciuti e al di là degli sviluppi tattici c’è una migliore coesione.

Muriel con l’Atalanta non era brillante dopo lo sforzo di Palermo. Come si è avvicinato a questa gara?

Avverte ancora un po’ di fastidio al piede, ma si è allenato regolarmente per tutta la settimana. É del gruppo.

Pozzo ha detto: se andiamo in Europa sarà la qualificazione più bella. Concorda?

É meglio se ne riparliamo a giochi chiusi...

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