Miniera Totò: 18 gol valgono 29 punti

UDINE. Vale oro anche quest’anno, il capitano. È una vera e propria miniera dalla quale l’Udinese è riuscita a ricavare le “pepite” da mettere in mostra per partecipare, per la terza volta di fila alla volata europea. I numeri sono chiari: i 18 gol realizzati finora da Totò hanno portato 29 punti in classifica, 29 su 54. Mica “pizza e fichi”.
Schieramento. Per questo motivo anche per il finale di stagione Guidolin pare orientato a disegnare sul campo un’Udinese col 3-4-2-1 (o, in alternativa, con il 3-5-1-1), con un’unica punta di ruolo, insomma. Un lusso, a prima vista, considerando che in panchina c’è un certo Luis Fernando Muriel, attaccante che, per le potenzialità sta attirando l’attenzione dei grandi club italiani ed europei. Ma Totò è troppo importante per alimentare i sogni bianconeri.
E l’interpretazione del ruolo da parte del numero 10, poco propenso alle “rincorse”, richiede il sacrificio degli altri nove giocatori di movimento. Il problema è che neppure Muriel ha nel Dna lo spirito difensivo e quindi la coppia delle meraviglie potrà essere ammirata soltanto a spezzoni, soprattutto nella ripresa. In sorta di staffetta. Succederà anche contro la Samp?
Produzione. Chi tifa per il tandem “Mu-Tò” deve incinarsi alle cifre del capitano. Che nell’arco dell’intero campionato ha giocato a sprazzi, ma le impennate sono state capaci di trascinare l’Udinese. La partenza è stata lenta, infatti: un pari a Siena con gol di Totò e uno squillo da tre punti con il Milan al Friuli prima di un mese poco fortunato, ottobre.
Agli sgoccioli, il 29 il cucchiaio dell’Olimpico e la vittoria (pesante anche in ottica di scontro diretto) sulla Roma: da quel punto e per un mesetto e mezzo Di Natale è stato l’ancora di salvezza dell’Udinese che altrimenti non avrebbe pareggiato con Catania, Bologna, Parma e Palermo.
E vinto contro la Sampdoria a Marassi. Dopo le feste con Inter e Fiorentina, i fuochi d’artificio: due doppiette. Sul più bello il momento buio che coincide, guarda un po’, con la flessione dell’Udinese che torna a vincere in trasferta solo il 3 marzo a Pescara, con rete di Totò (la numero 150 in bianconero). Il resto è storia recente: dal gol capolavoro col Chievo al centro da tre punti con la Lazio, decisivo per alimentare la rincorsa all’Europa League della banda del Guido.
Pochi dubbi. Insomma, il nome di Di Natale è stampato anche su questo campionato dell’Udinese. È logico che, senza l’impatto del complesso bianconero, senza i miglioramenti dei tanti giovani in squadra l’apporto dei veterani, da Domizzi a Basta (gli infortuni di Pinzi, Lazzari e Pasquale hanno pesato), l’obiettivo coppe sarebbe stato mancato, ma è chiaro che Totò è stato ancora una volta determinate.
Se proprio si vuol andare a trovare il pelo nell’uovo bisogna ricordare l’unico vero flop del bomber, il rigore sbagliato contro il Bologna nella ripresa, a pochi minuti dalla fine si una partita da 0-0. Con quei due punti in più l’Udinese sarebbe quinta da sola: ma non dite che è colpa del capitano.
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